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Ticino
Mutilazione genitale: "Nulla a che fare con l'Islam"
Mutilazione genitale: "Nulla a che fare con l'Islam"
Mutilazione genitale: "Nulla a che fare con l'Islam"
Redazione
9 anni fa
Il presidente della Lega dei musulmani ticinesi replica a Blancho e Illi: "Non conosco questi signori..."

Nicolas Blancho e Qaasim Illi, rappresentanti del Consiglio centrale islamico (CCIS), hanno difeso parzialmente la forma meno invasiva delle mutilazioni genitali femminili, ovvero la rimozione del prepuzio clitorideo, che nulla ha a che fare con la rimozione totale o parziale del clitoride (vedi articolo suggerito).

Lo stesso CCIS, attraverso le dichiarazioni di Blancho, ritiene sia “compito di ogni musulmano decidere se procedere o meno con tale pratica” e che il CCIS stesso non obbliga nessuno a praticarla.Posizione leggermente diversa da quella espressa via Twitter da Qaasim Illi, secondo cui la rimozione del prepuzio clitorideo non sia da considerarsi una mutilazione genitale.

Considerando che in Svizzera entrambi gli interventi sono vietati dal 2012, ci siamo rivolti a Slaheddine Gasmi, presidente della Lega dei musulmani in Ticino per conoscre il suo parere in merito a questa pratica. 

“Premetto che non conosco questi due signori - esordisce Gasmi - e che questa usanza nulla ha a che fare con l’ideologia islamica. Rispetto la loro presa di posizione, ma non la condivido".

"A questo riguardo" aggiunge Gasmi, "voglio soltanto precisare che questo costume è in vigore in una parte del cosiddetto Corno d’Africa allargato (limitato a certe tribù) e, in particolare, Egitto meridionale, Sudan del Sud, Etiopia, insomma quei paesi attorniati dal Nilo. Tengo comunque a precisare che il 99% del mondo arabo non fa ricorso a questa pratica".

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