
La scelta dell'Ufficio federale dei trasporti? Un errore. Non si placa il vento di polemiche dopo la nomina di Bekim Alimi a rappresentanza della comunità musulmana durante la festa di inaugurazione di Alp Transit, il prossimo primo di giugno. A puntare il dito contro l'imam di Wil-San Gallo - membro della UIAS (Unione degli Imam Albanesi della Svizzera) e già finito ieri al centro di un'interrogazione – anche la comunità dei musulmani ticinesi.
“E' una scelta discutibile” ha dichiarato il presidente della Lega Musulmani Ticino Slaheddine Gasmi ai microfoni di RadioFiumeTicino. “Per rappresentare una collettività non si può scegliere una persona a cui fa capo solo una fetta cosi piccola della nostra comunità. Ci vorrebbe una personalità più conosciuta, moderata e rappresentativa. Perché per esempio, considerando che la festa si terrà anche in Canton Ticino, non si è pensato al nostro imam Samir Jelassi, membro della Commissione Federale per l'Integrazione, formatosi in Europa e ben conosciuto a livello nazionale? Avrebbe fatto meno polemica”.
Come noto il primo giugno il programma dei festeggiamenti prevede una cerimonia religiosa interconfessionale durante la quale l'opera ingegneristica verrà benedetta, oltre che da Bekim Alimi, anche dal rabbino Marcel Ebel e da padre Martin Werlen. Di ieri un'interrogazione al Consiglio di Stato (primo firmatario il deputato PLR Fabio Schnellmann) nella quale si sottolinea come l'imam sangallese rappresenti solo lo 0,5% della comunità musulmana Svizzera in quanto membro dell'Unione degli imam albanesi. Inoltre i firmatari fanno chiaro riferimento alle tendenze apparentemente poco moderate di Alimi: più volte visto insieme a Shefqet Krasniqi (imam di Pristina accusato e incarcerato per aver attirato “centinaia di reclute per la Guerra Santa in Siria e Iraq”) e in stretti rapporti con il salafita Nicholas Blancho presidente del Consiglio centrale islamico Svizzero.
“Non conosco da vicino le posizioni di Bekim Alimi” ha concluso Gasmi su Rft “ma penso che – anche per una questione di immagine della Confederazione - sarebbe stato meglio informarsi meglio sulla persona a cui affidare questo compito. Che Alimi sia un estremista o meno lo saprà l'intelligence e di certo non noi, ma per evitare problemi e per – come detto – evitare polemiche” ha tagliato corto “sarebbe stato necessario invitare una persona diversa."
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