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Ticino
Musica e Parkinson, positivi i risultati del progetto interdisciplinare
© Ti-Press / Francesca Agosta
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Redazione
3 anni fa
Il progetto Musik Park, conclusosi lo scorso 27 settembre, aveva l'obiettivo di studiare i possibili effetti benefici di un programma musicale per le persone con malattia di Parkinson. E i risultati sono positivi, tanto che le associazioni promotrici vogliono riproporlo anche in futuro e su scala più ampia.

Sono positivi i risultati di Musik Park, il progetto multidisciplinare che ha coinvolto persone con malattia di Parkinson, che hanno avuto l'occasione di suonare insieme a musicisti del Conservatorio della Svizzera italiana nel corso di un programma di 10 sessioni che hanno incluso anche momenti di ascolto di musica dal vivo. I risultati - fanno sapere i promotori del programma, ovvero la Croce Rossa Sezione Sottoceneri, la Clinica Hildebrand, l’Ente ospedaliero cantonale e il CSI - hanno evidenziato un trend positivo sul benessere psicologico, fisico e sociale degli utenti. Segno che le collaborazioni interdisciplinari vanno potenziate per l'efficacia delle cure, sottolineano le associazioni promotrici in un comunicato odierno. 

La qualità della vita e i miglioramenti percepiti

Per misurare la qualità della vita è stata utilizzata una scala specifica e validata denominata PDQ-39 e che considera gli aspetti relativi alla mobilità, alla capacità di svolgere attività quotidiane, al benessere emotivo, alla stigmatizzazione percepita in relazione alla malattia, al supporto sociale di cui si dispone, alla capacità di cognizione, alla possibilità di comunicare con altre persone e al disagio fisico percepito. I risultati, come detto, hanno rivelato un trend verso il miglioramento della qualità di vita percepita dai partecipanti, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione e le attività quotidiane. È stato inoltre rilevato un lieve trend di miglioramento anche per quanto riguarda la stigmatizzazione e il disagio fisico.

L'interesse per la pratica musicale

La bassa numerosità del campione non ha consentito di ottenere una significatività statistica, mentre l’analisi qualitativa (basata su due interviste, svolte prima e dopo l’inizio delle 10 sessioni) ha permesso di approfondire gli effetti percepiti prendendo parte al programma musicale. "Da tali interviste emerge un diffuso interesse verso la pratica musicale (ad es. suonare uno strumento, cantare, ballare) e una generale diminuzione, dovuta alla malattia di Parkinson, dell’accesso alla musica, sebbene essa sia considerata un supporto nel contesto della malattia", si legge nella nota. "Gli intervistati hanno inoltre riferito di aver percepito benefici in termini di tremore, coordinazione, concentrazione ed emozioni positive, e hanno visto nelle sessioni una preziosa opportunità per allontanare i pensieri dalla malattia e incrementare la propria comprensione e apprezzamento verso la musica".

L'approccio dei musicisti ed ergoterapisti

Il programma ha anche offerto momenti di socialità, confronto, condivisione e supporto reciproco. L’approccio dei musicisti ha avuto un ruolo chiave in questo senso e le loro esibizioni hanno rappresentato un importante valore aggiunto. Anche la presa a carico degli ergoterapisti di CRSS è stata importante, hanno analizzato le risorse degli utenti per valorizzarle durante le attività attuando adattamenti e trovando soluzioni che permettessero ad ognuno di partecipare attivamente. Inoltre, essi sono stati accompagnati con l'obiettivo di trasferire i benefici del percorso nella loro vita quotidiana. Gli intervistati hanno unanimemente affermato il desiderio di prendere ancora parte al programma e suggerito di incrementare la durata delle sessioni.

Si vuole riproporre il progetto

Visti i buoni risultati, tutto il team sta lavorando per replicare con continuità Music Park per implementarlo su scala più ampia e condurre nel medio-lungo termine ulteriori attività di ricerca che "possano consolidare i risultati emersi da questo studio preliminare".