
Museo di storia naturale, la svolta potrebbe essere dietro l’angolo. La Sezione della logistica e la Divisione dell’ambiente hanno agendato per la metà di settembre quello che nelle intenzioni dovrebbe essere l’ultimo incontro prima dell’invio delle valutazioni tecniche al Consiglio di Stato. Un esercizio, trovare la nuova destinazione del museo oggi insediato a Lugano, che sta prendendo più tempo rispetto a quanto dichiarato lo scorso anno, al momento dell’inoltro delle candidature.
Sei i comuni in lizza: Balerna, Bellinzona, Claro, Faido, Losone e Lugano (quest’ultimo con due opzioni) che si aspettavano un responso già alla fine del 2016. Ma le proposte sono eterogene, con punti di forza e debolezze. Il Governo ha dunque preferito lavorare su dati tecnici solidi e rimandare qualsiasi decisione e affidare uno studio comparativo alla sezione della logistica e a una ditta esterna. Ma c’è di più. Perché sembrerebbe che, in corso d’opera, siano state proposte altre due opzioni supplementari.
Due stabili di proprietà del Cantone, già identificati quali possibili sedi del museo del territorio. Un progetto, si ricorderà, abbandonato nel 2015 dal Governo. Da 7 dunque a 9 possibili destinazioni e presto, presumibilmente, una decisione che romperà l’impasse di questi mesi. I 6 comuni coinvolti attendono una risposta, perché come a Losone, positiva o negativa che sia, permetterà di decidere quale indirizzo dare a stabili come l’ex-caserma.
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