
Sfilza di domande da parte della Lega, primo firmatario Attilio Bignasca, sul piano di comunicazione del museo delle culture extraeuropee approvato il 16 gennaio dal Municipio di Lugano.
Secondo le informazioni dei leghisti il piano prevede una spesa di 50mila franchi annui, quando attualmente le entrate del museo alla voce “biglietti ed abbonamenti” sono appena di 33mila franchi all’anno. Inoltre il mandato è stato affidato senza concorso alla “Capitale culturale International” con sede a Massagno. Una società che, a detta dei leghisti, è iscritta a registro di commercio dal 6 dicembre 2013, poche settimane prima dunque dell’ottenimento del mandato in questione. Inoltre la società detiene un capitale sociale di 20mila franchi interamente liberato dalla Cultura S.A.S. di Antonio Scuderi, giornalista italiano che risulta essere pure presidente della gerenza della società ticinese.
Scuderi, sottolineano ancora, è consulente presso il Museo delle arti orientali (MAO) di Torino, istituto con il quale il Museo delle culture di Lugano ha sottoscritto un accordo di collaborazione e dal quale dovrebbe ricevere 360mila franchi. La consulenza di Scuderi al MAO verrebbe pagata 60mila euro annui, una cifra che gli interpellanti ritengono incompatibile con le difficoltà finanziarie in cui dibatte la Fondazione per la cultura, tanto più che, sottolineano i leghisti, “un funzionario dirigente della Città di Torino guadagna 70mila euro all’anno”.
La Lega chiede dunque al Municipio se corrispondono al vero le notizie rese pubbliche in sede d’interrogazione, quando è previsto il primo versamento da parte del MAO a vantaggio della città di Lugano e se i ricavi di collaborazione sono stati iscritti a Preventivo 2014?
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

