
Torna a far discutere il caso delle multe estere (e in particolare svizzere) comminate in Italia e mai pagate. Un problema che ha colpito città come Como, Varese e Milano e che le autorità italiane vorrebbero risolvere una volta per tutte.
La problematica è tornata alla ribalta anche grazie al recente sfogo di una coppia di ticinesi multati a Como per aver posteggiato in una Zona a traffico limitato (Ztl) in una giornata in cui le rive del Lario erano state prese d'assalto dai visitatori della Città dei Balocchi. Un caso che, ricordiamo, aveva nuovamente scatenato un fiume di polemiche al di qua e al di là del confine (vedi articoli suggeriti).
Già negli scorsi mesi il comandante della Polizia locale di Como Donatello Ghezzo aveva confermato a Ticinonews di voler passare la contrattacco per arginare il fenomeno dei furbetti delle multe e dopo i recenti sviluppi anche la politica ha deciso di intervenire. Come riferito ieri dalla provincia di Como, il deputato di Fratelli d’Italia (FDI) Alessio Butti intende infatti presentare in tempi rapidi una proposta di legge (i cui contenuti ancora non sono stati svelati) a Montecitorio con l’obiettivo di risolvere definitivamente il problema dei mancati pagamenti.
"Amici svizzeri (…) anch’io pago le tasse, consumo in Italia, acquisto prodotti e se sbaglio vengo sanzionato e consapevole dell’errore, taccio. Inoltre la stragrande maggioranza delle infrazioni al codice della strada commesse da vetture svizzere non vengono pagate – ha spiegato - Da un paio di mesi insieme a collaboratori esperti e funzionari dei vari ministeri stiamo cercando di offrire una proposta di legge per affrontare e risolvere definitivamente la cosa".
Per il deputato di FDI "è intollerabile che ci siano numerosi comuni delle province di Como, Varese, del Verbano che non riescono a riscuotere i pagamenti delle contravvenzioni elevate ad auto con targa svizzera. Solo il Comune di Como ha crediti per 350mila euro. Alle multe non pagate si aggiungono anche i pedaggi evasi, e cito come esempio quelli di Pedemontana. L’11% di mancati pagamenti di targhe straniere sono quasi tutti riconducibili a quelle svizzere". Insomma, qualcosa potrebbe davvero cambiare.
L'intento di Butti, tuttavia, non è stato accolto con favore dal consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri. "E ridagli con la panna montata! - ha postato - Altro che "ticinesi": veicoli con TARGHE ticinesi i cui conducenti, con tutta probabilità, nella maggior parte dei casi non sono ticinesi ma stranieri; verosimilmente proprio italiani residenti in Ticino (visto che vanno in Italia). Oppure veicoli "estero-vestiti" (questione di cui si è tornato a parlare proprio negli scorsi giorni): ossia automobili di proprietà di cittadini italiani residenti in Italia ma con targhe estere per schivare le sanzioni. Tanto per rimettere (ancora una volta) la chiesa al centro del villaggio".
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