
Una ditta italiana, che eseguiva dei lavori di ristrutturazione nella casa di Ignazio Cassis a Montagnola, è stata recentemente multata perché due lavoratori non percepivano un corretto salario. Lo rende noto il Blick, specificando che i fatti risalgono all'estate 2017.
Stando un portavoce del ministero degli esteri lo studio di architettura luganese non ha trovato aziende ticinesi attive nella montatura di lift per automobili, per cui si è rivolta a una ditta di Torino. Due operai di quest'ultima sono incappati in un controllo al confine mentre si dirigevano verso la casa del Consigliere federale. Dalla documentazione richiesta è emerso che i pasti non erano stati pagati, per cui la Commissione paritetica ha aperto un procedimento, informando le parti interessate il 16 novembre dello stesso anno. Inizialmente la Commissione paritetica aveva deciso di non infliggere nessuna sanzione, in quanto l'infrazione era ritenuta troppo lieve. La decisione è stata poi ribaltata dall'ispettorato del lavoro lo scorso 15 marzo, che ha multato la ditta italiana per 115 franchi, a cui si aggiungono spese varie per un totale di 490 franchi.
“Non conoscevo la situazione” ha risposto il Consigliere federale, interpellato dal Blick. "Mi hanno informato settimana scorsa. Ma se l’azienda ingaggiata dal mio architetto ha fatto un errore è normale che paghi”.
Un caso che mostra, ha evidenziato il giornale, quanto sia importante avere delle misure d’accompagnamento a tutela del mercato del lavoro. Misure che lo stesso Cassis era pronto a rimettere in discussione per fare un passo verso Bruxelles nei negoziati sull'accordo quadro. “Il caso mostra che vanno mantenute e che i controlli sono efficienti” ha dichiarato ancora il ministro al giornale, sottolineando che il Consiglio federale ha deciso che le misure di accompagnamento attualmente “non sono trattabili”.
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