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Ticino
Mps, scontri: “Due pesi e due misure”
Marco Jäggli
5 anni fa
Il Movimento per il Socialismo condanna l’atteggiamento “provocatorio” della polizia e domanda perché non si sia tenuto lo stesso approccio con i tifosi dello Zurigo domenica pomeriggio o con le manifestazioni per le riaperture

Il Movimento per il socialismo (MPS) condanna con fermezza “l’atteggiamento della polizia che ha impedito lo svolgimento della manifestazione indetta per lunedì sera con partenza alla stazione di Lugano ‘contro patriarcato, razzismo e islamofobia’”. Una manifestazione che “per orario, luogo e dimensioni non rappresentava certo né un pericolo, né un’infrazione alle direttive in materia di Covid”. Secondo l’Mps inoltre si tratterebbe di una situazione di due pesi e due misure, in quanto “val la pena notare che in molte occasioni, simili manifestazioni sono state tollerate”.

“E i tifosi dello Zurigo?”
Secondo il partito infatti è strano che media e popolazione abbiano manifestato comprensione verso una “manifestazione non autorizzata di Coira che invocava la riapertura immediata di tutte le attività e che la stessa ‘comprensione’ non venga mostrata nei confronti di una manifestazione (assai più limitata) a difesa di principi democratici fondamentali”. L’Mps riporta inoltre come la polizia di Lugano sia la stessa che, “il giorno prima, ha permesso a un centinaio di tifosi dello Zurigo di sostare indisturbati sia di fronte all’albergo che ospitava la squadra, sia di fronte allo stadio di Cornaredo”.

“Provocazione della polizia”
Per il partito dunque “siamo evidentemente di fronte al più classico dei due pesi due misure” e “quanto successo lunedì sera alla stazione rappresenta quindi un atto di provocazione bella e buona da parte della polizia; presentarsi in forze con squadre in tenuta antisommossa per impedire una tutto sommato limitata manifestazione non può che provocare la reazione e lo scontro”. Secondo l’Mps questa reazione “è forse proprio quello in cui speravano la polizia e le autorità che l’ha inviata a vedere le reazioni e la campagna in atto contro il Molino, con i proclami e gli appelli per una ‘soluzione finale’ nei confronti della decennale esperienza autogestita”. Concludendo, l’Mps rivendica il diritto di manifestare, in particolare in concomitanza con momenti importanti e su questioni fondamentali come quelli al centro della giornata dell’8 Marzo, condanna l’atteggiamento provocatorio della polizia e di chi l’ha inviata”.

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