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Ticino
MPS: quattro interpellanze per fare luce sulla pandemia nelle case anziani
MPS: quattro interpellanze per fare luce sulla pandemia nelle case anziani
MPS: quattro interpellanze per fare luce sulla pandemia nelle case anziani
Redazione
6 anni fa
I deputati del Movimento per il socialismo inoltrano una serie di atti su un unico tema: perché in alcune case anziani vi sono stati molti più morti che in altre

Il Movimento per il socialismo vuole chiarezza sulla gestione della crisi sanitaria nelle case anziani ticinesi. È questo quanto emerge da 4 atti parlamentari redatti dai deputati del partito, Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori.

Bellinzona e LuganoLa prima interpellanza si concentra sulla gestione dei ricoveri di Bellinzona. Secondo l’MPS nelle case anziani di Sementina, Claro e Greina vi sarebbero stati “53 decessi su 219 ospiti pari ad una percentuale del 24%”. Mentre in quelle gestite dalla Città di Lugano, dove i residenti sono 600, la stessa Lugano Istituti Sociali ha comunicato che vi è stato un solo decesso, su undici contagi (situazione aggiornata al 7 maggio). Per questo i deputati chiedono come possano essersi verificati situazioni tanto diverse, sono 10 le domande sottoposte al Consiglio di Stato:

  • Se Lugano Istituti Sociali ha dovuto anticipare e/o rafforzare le misure proposte dal medico cantonale significa che le stesse sono state decise e diramate in ritardo rispetto all’evoluzione della situazione?
  • A parte le direttive emanate in data 9 marzo 2020 (Direttiva sul divieto d’accesso alle Cpa e sulla gestione del personale curante) quali altre direttive sono state comunicate alle case anziani?
  • Come mai, durante la pandemia, né il medico cantonale né altri si sono accorti del fatto che i decessi (ed i contagi) si concentravano in un numero limitato di case per anziani? È stato fatto un confronto tra le misure messe in atto in queste case per anziani e le case per anziani dove i contagi erano limitati o assenti?
  • Accanto a Lugano Istituti Sociali vi sono altre strutture in cui si è proceduto in modo rigoroso a testare il personale e gli ospiti che presentavano sintomi anche leggeri? Quale è stato il tasso di mortalità in queste case anziani?
  • Quanti sono stati gli ospiti ed il personale delle case anziani risultati positivi nelle singole settimane che intercorrono tra il 10 marzo ed il 25 aprile?
  • In quali case anziani si è potuto beneficiare di un sostegno da parte di altre strutture sanitarie quali ad esempio le stretture di aiuto domiciliare?
  • Corrisponde al vero che ad inizio pandemia lo stato maggiore non ha autorizzato l’utilizzo della protezione civile presso le case anziani?
  • Perché i parenti non sono stati coinvolti e consultati nella scelta delle cure da mettere in atto o non mettere in atto a tutela della salute degli ospiti delle case anziani risultati positivi?
  • Perché non si è avuto di avere una politica comunicativa attiva verso i parenti?
  • 10. Perché non si è imposto sistematicamente alle direzioni delle case anziani di garantire una costante comunicazione tra gli ospiti ed i loro parenti?
  • Niente ospedaleNel secondo atto parlamentare, i deputati MPS chiedono come si sia gestita la questione del trasferimento in ospedale degli ospiti di case anziani malati. Il Movimento per il socialismo ritiene, seguendo alcune testimonianze che avrebbe raccolto, che vi sia stata una decisione generalizzata di non ospedalizzazione. Per questo chiedono:

  • Dal 9 marzo al 30 aprile quanti ospiti di case per anziani positivi al COVID sono stati ospedalizzati?
  • Se, come afferma il medico cantonale, le strutture ospedaliere acute durante la pandemia non sono arrivate a saturazione per quale motivo si è deciso, come pare affermare il direttore sanitario degli Istituti Sociali di Lugano e confermare numerose testimonianze raccolte, di vietare l’ospedalizzazione degli anziani positivi degenti nelle case per anziani?
  • Chi ha preso questa decisione e sulla base di quale disposizione legale?
  • Il Consiglio di Stato è stato informato? Ha dato il suo consenso a questa decisione?
  • Per quale ragione non si è chiesto il consenso degli ospiti o dei loro parenti prima di prendere la decisione di non ospedalizzazione?
  • Considerato che i letti in terapia intensiva devono essere coordinati a livello nazionale perché non si è pensato di trasferire parte dei malati COVID ospedalizzati nel resto della Svizzera così da avere maggiori capacità per ospedalizzare gli anziani positivi degenti in case anziani?
  • Per la cura degli anziani positivi degenti in case per anziani si è fatto capo a personale con formazione pari a quella operante negli ospedali COVID della Carità e Moncucco? Se no, perché non si è impiegato personale con la stessa formazione, e chi lo ha deciso?
  • Quanti morti nelle case anziani?I dati raccolti fin qui dall’MPS, viene spiegato dal terzo atto parlamentare, si basano sui necrologi apparsi sui quotidiani ticinesi. Non esistono invece dati ufficiali (se non inclusi in alcuni comunicati delle strutture) riguardanti i decessi in questi istituti. Per questo al Consiglio di Stato, l’MPS chiede i dati precisi dei decessi per 14 istituti:

  • Quanti sono stati i decessi dal 10 marzo al 10 maggio?
  • Quanti sono stati, negli anni 2018 e 2019, i decessi?
  • Quanti degli ospiti deceduti sono stati sottoposti al test COVID? E quanti sono risultati positivi?
  • Quanti di questi ospiti deceduti sono stati ospedalizzati nei reparti COVID della Carità e Moncucco?
  • Quanti e quando sono stati i tampone fatti agli ospiti? Quanti sono risultati positivi?
  • Quanti e quando sono stati i tampone fatti al personale curante? Quanti sono risultati positivi?
  • La commissione di vigilanza sanitariaLa commissione di vigilanza sanitaria per il quadriennio 2020-2024 è stata recentemente nominata, per i suoi membri vi è per legge un limite di 12 anni in carica. Quattro di questi, però, fa notare l’MPS, lo hanno superato. Al Consiglio di Stato chiedono come mai si sia infranto il regolamento.

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