
Tramite un comunicato spampa odierno, il Movimento per il socialismo (MPS) esprime "la sua più ferma preoccupazione per le decisioni adottate dal Gran Consiglio sulla gestione dell’Azienda Elettrica Ticinese (AET), attraverso la revisione della relativa legge (LEAT)."
Il Movimento sostiene che tale revisione andrebbe a pesare sulle possibilità di un controllo democratico e sulla possibile partecipazione popolare alle decisioni strategiche dell’AET e di tutto il settore energetico pubblico cantonale.
"Infatti, in un contesto caratterizzato dalla crisi dei grandi produttori di energia elettrica, per ragioni diverse comunque legate alle strategie da essi adottate nonché dalle politiche di liberalizzazione seguite negli ultimi anni, è evidente che AET potrà giocare un ruolo sempre più decisivo negli assetti del settore elettrico cantonale." Il comunicato cita come esempi la discussione sul rapporto con gli altri attori attivi nel settore della produzione e distribuzione a livello cantonale e la prospettiva del riscatto delle concessioni e degli impianti, argomenti nei copnfronti dei quali ledecisioni di AET possono essere fondamentali.
"Per questa ragione appare importante che attorno alle decisioni fondamentali di AET vi sia la possibilità in futuro di un ampio dibattito democratico e, qualora necessario, anche di un coinvolgimento popolare. Non va evidentemente in questa direzione, come detto, la revisione approvata dal Gran Consiglio (con un accordo trasversale tra tutti i partiti di governo) che concentra il potere di controllo sul Consiglio di Stato e lascia pochissime competenze al Gran Consiglio. A questo si deve aggiungere, ed è questo elemento che misura la gravità della decisione, che la nuova revisione esclude la possibilità di ricorrere al referendum per contestare le decisioni del Gran Consiglio."
Per la cronaca, il deputato MPS Matteo Pronzini ha proposto una serie di emendamenti con lo scopo di "controbilanciare il peso quasi assoluto assunto, con la riforma, dal governo." La proposta di emendamento è poi stata rifiutata con 35 voti contro 30 (e 6 astenuti).
L’MPS ritiene che questo tema non possa essere semplicemente abbandonato dopo il voto del Gran Consiglio. "Sarebbe necessario - si legge nel comunicato - che le ragioni critiche rispetto alla riforma della LEAT potessero assumere la dimensione di un’opposizione di più ampio respiro, in particolare lanciando un referendum che possa permettere un dibattito politico sulla gestione e il futuro dell’AET e sulla svolta decisa dai partiti di governo. Sarebbe in sintonia con la tradizione dell’MPS che è stato, in un passato non molto lontano, il protagonista principale dei due referendum contro la privatizzazione delle Aziende elettriche di Bellinzona che, all’epoca aveva contribuito in modo decisivo a mettere un freno all’avanzata privatizzatrice nel settore elettrico nel nostro Cantone."
Il coordinamento cantonale dell’MPS si farà promotore di un incontro con forze politiche, associative, ambientali e sindacali per verificare se esista la possibilità di uno schieramento più ampio che possa lanciare una campagna referendaria contro la revisione della LEAT e sostenerla.
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