
Il Consiglio provinciale di Como ha approvato ieri all'unanimità una mozione presentata dai consiglieri Baruffini, Mambretti e Sassi con il seguente oggetto: "sostegno ai Comuni e all’economia di frontiera nell’ambito della revisione dell’Accordo tra la Svizzera e l'Italia relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine del 1974."
Il testo della revisione verrà reso pubblico dai rispettivi governi al momento delle firme, momento che preoccupa non poco i Comuni di frontiera del comasco. Tale revisione, si legge nel testo della mozione, va ad eliminare la doppia imposizione fiscale (lo Stato di residenza applicherà infatti le proprie imposte sui redditi delle persone fisiche) e pone fine al meccanismo del ristorno, lasciando allo Stato italiano il compito di compensare i Comuni di frontiera. I frontalieri potranno cioè essere tassati in Svizzera fino al reddito massimo pari al 70% cento dello stipendio, mentre l’imposizione sul restante 30% verrà effettuata in Italia sulla base delle aliquote vigenti nella fiscalità italiana e con la deduzione della somma già versata in Svizzera. Per i frontalieri è quindi prevista una maggiorazione delle imposte, con un conseguente aumento delle entrate fiscali per l’Italia. Parallelamente è sparita la clausola del ristorno, pari al 40%, delle imposte versate in Svizzera, ristorno che andava a beneficio dei Comuni italiani di residenza dei frontalieri stessi.
La mozione contiene diverse richieste al Governo e al Parlamento italiani, tra le quali che si recepisca l’attuale meccanismo di redistribuzione dei ristorni e, in sostanza, si provveda ad assicurare ai Comuni di frontiera almeno l’equivalente degli attuali ristorni delle imposte versate dai frontalieri come compensazione.
Un’altra richiesta che viene fatta è la costituzione di un fondo destinato a potenziare le infrastrutture nelle zone di confine e di un fondo sociale per i territori interessati, entrambi finanziati con l’extragettito gettito fiscale derivato dall’introduzione del nuovo regime di trattamento fiscale.
I firmatari chiedono inoltre che lo Stato italiano “si assicuri di richiedere alle autorità federali e cantonali svizzere specifiche assicurazioni tendenti ad escludere qualsiasi iniziativa discriminatoria o lesiva nei confronti dei cittadini italiani occupati in Svizzera.”
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

