
S. M., il cittadino bellinzonese indagato e oggetto di un mandato di cattura internazionale per un maxi traffico di cocaina tra Colombia e Italia è morto a settembre in Repubblica Dominicana (vedi articoli suggeriti).
Come riferito da LiberaTv, la notizia del suo decesso è giunta in mattinata alle autorità di Bellinzona, dove abitano i famigliari e l’ex moglie. L'uomo (che aveva 58 anni e non 63 come indicato negli atti italiani) si era trasferito già da alcuni anni nella Repubblica Dominicana, a San Cristòbal, mentre nel 2014 si era recato a Medellin per incontrare i narcos per conto della mafia calabrese.
Non si sa ancora se il suo decesso sia avvenuto per cause naturali oppure se sia stato ucciso dai narcos o dalla 'ndrangheta. Il bellinzonese fungeva infatti da mediatore tra un'organizzazione legata alla mafia calabrese e i narcos colombiani e da co-finanziatore dell'operazione, finalizzata all'importanzione in Italia di ben 8 tonnellate di cocaina.
L'uomo è stato l'emissario della 'ndrangheta in Colombia dal settembre 2014 al gennaio 2015, ma in seguito i vertici della 'ndrangheta lo avevano estromesso dal giro in quanto si era elevato da co-finanziatore a mediatore diretto con i narcos.
L'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Catanzaro e denominata "Stammer", ricordiamo, ha portato al fermo di 54 persone, mentre altre 20 risultano indagate.
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