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Ticino
Morti nelle case anziani, denuncia in Procura
Morti nelle case anziani, denuncia in Procura
Morti nelle case anziani, denuncia in Procura
Redazione
6 anni fa
L'MPS chiede al Ministero pubblico di indagare sullo straordinario numero di decessi nelle strutture ticinesi

"Chiediamo formalmente che il Ministero pubblico avvii una inchiesta preliminare, ovvero raccolga tutte le informazioni necessarie e atte ad accertare se vi siano stati o meno comportamenti penalmente rilevanti in relazione allo straordinario numero di decessi verificatisi in talune case per anziani del cantone". La segnalazione-denuncia è contenuta in una lettera, di cui riferisce il Caffé, firmata dai deputati MPS Simona Arigoni, Angelica Lepori e Matteo Pronzini, inviata al procuratore generale Andrea Pagani. 

I deputati pongono una serie di interrogativi sulle misure messe in atto nelle 68 case per anziani in Ticino e sul materiale di sicurezza effettivamente messo a disposizione. "Ancor prima che la pandemia raggiungesse il Ticino", si legge nella missiva, "era noto che le persone anziane, e soprattutto quelle degenti in strutture per la terza età, erano soggetti particolarmente a rischio. Malgrado ciò il medico cantonale, autorità a cui spetta la vigilanza sulle case, ha atteso sino al 9 marzo 2020 prima di decretare il divieto di accesso per i familiari ed emanare le direttive sulla gestione del personale curante sintomatico durante l’epidemia". Il nove marzo, un giorno dopo lo stop delle visite decretato nelle case per anziani in Italia. "Dopo il 9 marzo", si legge ancora nella lettera alla procura, "e malgrado l’esplosione dei decessi, non vi sono più stati aggiornamenti per queste direttive". 

"Non è per nulla scontato" aggiugnono i deputati, "che le misure messe in atto dal medico cantonale per scongiurare il propagarsi della pandemia fossero tutte quelle che ci si poteva aspettare. A tale proposito esperti sanitari hanno dichiarato pubblicamente di aver proposto provvedimenti più incisivi, ma di non essere stati presi in considerazione dall’Ufficio del medico cantonale".

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