
È iniziato poco fa l'Infopoint indetto a Novaggio dalla Polizia cantonale per chiarire ulteriormente i dettagli della tragedia di Bombinasco, che è costata la vita alla 31enne Monica e alla sua figlia di 3 anni, Alice.
Madre e figlia, come noto, sono state trovate questa mattina alle 4.36 nella loro abitazione, prive di vita.
Le vittime sono note nella zona: la madre lavorava come cuoca nelle scuole di Pura ed era corresponsabile, insieme allo zio, dell'Alpe di Pazz di Novaggio, dove produceva formaggini apprezzatissimi in tutta la regione.
La zona della frana non era considerata a rischio, e a memoria d'uomo non era mai accaduto nulla di simile. Ma quasi 4'500 metri cubi di detriti hanno portato con sè alberi e rocce, che hanno travolto la casa, situata fuori dal centro abitato di Bombinasco.
Il geologo cantonale Giorgio Valenti ha spiegato che verosimilmente la causa della frana è stata un'esplosione del terreno: l'acqua, scesa abbondantemente, si è accumulata sotto il terreno fino a farlo saltare in aria.
I pompieri si sono trovati davanti una scena apocalittica. "La frana era grande quanto almeno la casa" ha affermato il comandante dei Pompieri di Novaggio, Paolo Romani. "Solo alcuni muri perimetrali e gli scantinati le avevano resistito."
Madre e figlia sono probabilmente morte per asfissia. Sono infatti state ritrovate contro un muro nella parte bassa della casa, quella rimasta in piedi.
Il padre si è salvato solo perché non si trovava in casa.
Sul posto in fine mattinata sono giunti anche i consiglieri di Stato Laura Sadis e Manuele Bertoli, i quali non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ed hanno rimandato ad un comunicato stampa previsto per il pomeriggio. Mentre Claudio Zali informato dai servizi del Dipartimento del territorio sull'accaduto, si è recato sul posto già ieri in tarda serata, per seguire le operazioni di salvataggio.
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