
Settimana prossima si terrà un vertice tra gli uomini delle forze di pronto intervento per ricostruire con esattezza quanto è accaduto martedì pomeriggio nelle gole del Breggia. Per stabilire se si sarebbe potuto o dovuto agire diversamente per tentare di salvare la vita di Moritz Mittero. Il 19enne di Balerna è caduto nel torrente in zona Pentola ed è rimasto incastrato tra le rocce e una grossa radice. È morto per arresto cardiaco, provocato o da annegamento o da ipotermia, considerata la temperatura dell’acqua e la sua lunga permanenza nel fiume. L’unico dato certo è che sul posto non c’erano gli uomini della polizia lacuale, specializzati in questo tipo di interventi. Il recupero non era affatto semplice: zona impervia e fortissima corrente. L’allarme, giunto al centralino del 144 è stato diramato a diversi enti di emergenza. Le operazioni sono state condotte da un’unità di intervento tecnico formata da pompieri di Mendrisio e di Chiasso e da soccorritori della Croce verde. Sul posto è giunta anche una pattuglia dei reparti mobili della Polizia cantonale, ma gli agenti hanno considerato che, viste le forze in campo, tutto procedesse senza problemi. Invece, i problemi ci sono stati. Tanto che a un certo punto, un soccorritore delle ambulanze è addirittura finito nel fiume e ha rischiato di essere trascinato via dalla corrente. Ora si tratterà appunto di stabilire se la maggiore esperienza degli agenti della polizia lacuale avrebbe potuto portare a un recupero più tempestivo del ragazzo. La chiamata agli uomini comandati da Raffaele Demaldi è giunto soltanto un’ora e 12 minuti dopo l’allarme al 144. Quando ormai era troppo tardi per intervenire. emmebi
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