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Ticino
Morte della donna che ha diffuso gli audio di Zali: «Bisogna fare chiarezza»
© Rescue Media
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Red. Online
4 ore fa
Lo chiedono, in un’interpellanza rivolta al Consiglio di Stato, granconsiglieri MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini facendo riferimento ai tragici risvolti emersi ieri sul decesso della 52.enne annegata Melide

«Alla luce dei nuovi e drammatici fatti, le istituzioni ticinesi dispongono ancora di sufficienti garanzie di terzietà per poter escludere che nelle vicende precedenti vi siano state sottovalutazioni, omissioni o conflitti di interesse?». La domanda, posta dai granconsiglieri MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini in un’interpellanza rivolta al Consiglio di Stato, fa riferimento ai risvolti emersi ieri sull’annegamento avvenuto martedì a Melide. La vittima, una 52.enne della regione, è infatti la donna che qualche mese fa diffuse su Instagram le registrazioni delle telefonate con il ministro Claudio Zali. In relazione all’annegamento, gli inquirenti escludono per ora l’intervento di terze persone e, come da prassi, è stata disposta un’autopsia.

Non estranea alle vicende

I firmatari, nel testo, evidenziano la necessità di fare chiarezza su eventuali rapporti tra la donna deceduta e le vicende relative al caso Zali. Sottolineando che «la donna non era una persona estranea alle vicende che negli ultimi mesi hanno coinvolto il consigliere di Stato dimissionario. È la persona che ha reso pubblici gli audio nei quali Zali si riferiva, tra l’altro, a episodi di violenza nei confronti di una donna e suggeriva il ricorso alla violenza nei confronti di un’altra persona. Gli audio, unitamente ad altri elementi successivamente emersi hanno contribuito a determinare una grave crisi politica culminata nelle dimissioni di Zali».

Massima trasparenza istituzionale

L’MPS aggiunge anche un altro elemento: il fatto che la donna, nei giorni precedenti alla sua scomparsa, avrebbe denunciato un’aggressione. «È evidente che, allo stato attuale, non è possibile affermare alcun collegamento tra l’aggressione denunciata, il decesso e la vicenda concernente Claudio Zali», sottolineano. «La situazione, tuttavia, impone il massimo rigore e la massima trasparenza istituzionale», considerando anche che «la magistratura ticinese era stata investita in precedenza, in più occasioni e sotto forme diverse, di vicende concernenti la medesima persona e il medesimo contesto relazionale».

Informazioni ed elementi disponibili

Alla luce del tragico decesso, evidenziano Sergi e Pronzini «appare indispensabile chiedersi se tutti gli elementi allora disponibili siano stati adeguatamente valutati, se le informazioni successivamente emerse siano state messe in relazione con quelle già agli atti e, soprattutto, se vi siano oggi ragioni per procedere a una verifica indipendente e complessiva dell'operato delle autorità che hanno avuto a che fare con le diverse segnalazioni».

Nessuna zona d'ombra

Non si tratta – precisano – di chiedere al Governo di interferire nell'attuale procedimento penale concernente il decesso della donna, né di sostituirsi alla magistratura nelle sue valutazioni investigative. «Si tratta invece di garantire che, in una situazione che coinvolge una persona deceduta dopo aver denunciato un’aggressione e che era stata direttamente coinvolta in una vicenda politico-istituzionale di eccezionale gravità, non rimangano zone d'ombra sul funzionamento delle istituzioni e sulla gestione dei procedimenti precedenti». Al tempo stesso, «proprio la delicatezza della situazione impone di evitare qualsiasi automatismo o insinuazione: non si chiede di stabilire oggi un collegamento tra i diversi episodi, ma di verificare in modo indipendente se un tale collegamento possa essere escluso sulla base di accertamenti completi e credibili».

Le domande al Governo

Delle considerazioni che spingono Sergi e Pronzini a porre una serie di domande al Consiglio di Stato:

- Quali informazioni ha ricevuto il Consiglio di Stato in merito all'aggressione denunciata dalla donna nei giorni precedenti il suo decesso e quali autorità cantonali sono state coinvolte nella relativa gestione?

- Il Consiglio di Stato è in grado di confermare che, in occasione della denuncia dell'aggressione, la donna abbia fornito agli inquirenti indicazioni concernenti le proprie ipotesi sui possibili mandanti? In caso affermativo, tali elementi sono stati acquisiti e adeguatamente approfonditi nell'ambito dell'inchiesta?

- Quali sono, allo stato attuale, le informazioni di cui dispone il Governo circa la natura e le circostanze del decesso? In particolare, quali accertamenti medico-legali e investigativi sono in corso e quali autorità sono incaricate di condurli?

- Il Governo può confermare che nessun elemento attualmente disponibile consente di stabilire un collegamento tra l'aggressione denunciata dalla donna, il suo successivo decesso e la vicenda concernente Claudio Zali?

- Considerato che la donna aveva già denunciato in passato Claudio Zali e che tale procedimento si era concluso con un non luogo a procedere dopo il ritiro della querela, quanti e quali procedimenti, segnalazioni o interventi delle autorità cantonali hanno riguardato la donna, Claudio Zali o persone direttamente coinvolte nella vicenda dal 2017 ad oggi?

- Quali non luoghi a procedere sono stati pronunciati nell'ambito di tali vicende, da quali autorità e sulla base di quali circostanze essenziali? Il Governo ritiene che tali procedimenti possano oggi essere oggetto di una verifica sotto il profilo della completezza degli accertamenti allora effettuati?

- Alla luce dei nuovi fatti, ritiene il Consiglio di Stato opportuno che il Consiglio della magistratura proceda a una verifica indipendente sull'operato delle autorità giudiziarie che, negli anni precedenti, sono state investite delle segnalazioni e delle denunce presentate dalla donna?

- In caso negativo, per quali ragioni il Governo ritiene che una simile verifica non sia necessaria, tenuto conto della successione degli eventi oggi nota?

- Il Consiglio di Stato intende segnalare formalmente al Consiglio della magistratura e, per quanto di competenza, alla Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio, la necessità di valutare l'esercizio dell'alta vigilanza sulla gestione delle precedenti vicende giudiziarie concernenti la donna e il contesto della vicenda Zali?

- Considerato il coinvolgimento, sino a poche settimane fa, dala consigliere di stato dimissionari Zali nella conduzione politica dei settori della polizia e della giustizia, ritiene il Governo necessario che gli accertamenti relativi ai fatti precedenti e agli eventuali collegamenti tra i diversi episodi siano affidati, ove possibile, a un'autorità o a magistrati che offrano garanzie particolarmente rafforzate di indipendenza e terzietà?

- Il Governo ritiene necessario promuovere, nelle forme consentite dall'ordinamento, un accertamento indipendente e complessivo non soltanto sul decesso odierno, ma anche sulla gestione istituzionale delle precedenti segnalazioni riguardanti la donna, in modo da escludere definitivamente eventuali omissioni, sottovalutazioni o conflitti di interesse?

- Infine, quali ulteriori iniziative intende adottare il Consiglio di Stato affinché, alla luce dei fatti nuovi e drammatici, sia garantito il pieno accertamento della verità, senza pregiudicare le indagini penali in corso né anticipare responsabilità individuali?