
"Con il senno di poi la maggior esperienza della lacuale avrebbe potuto avere qualche chanches in più". È quanto ha dichiarato a Radio 3iii Edy Gaffuri, responsabile polizia lacuale. Il riferimento è al recupero del giovane di Balerna, Moritz Mittero, finito nelle gole della Breggia lo scorso sei aprile, e morto il giorno dopo all'ospedale. Per discutere di come è stata gestita la situazione, c'è infatti stato un incontro tra polizia, servizio ambulanza SAM e pompieri di Chiasso e Mendrisio, durante il quale è stato ricostruito l'interveno. "Non sono stati rilevati errori di procedura importanti", si legge nella nota che ricostruisce passo dopo passo quanto avvenuto. È stato il 144 a ricevere l'allarme e primi a giungere sul posto sono stati i pompieri di Chiasso e il personale dell'ambulanza che hanno subito cercato di mettere in sicurezza il malcapitato, bloccato in una zona impervia e sottoposto alla forza della corrente e a un'acqua molto fredda. Il giovane ha perso conoscenza e dopo una ventina di minuti anche un operatore del SAM è caduto nella Breggia. Il dispositivo si è rafforzato con l'arrivo dell'Unità di intervento tecnico e del medico che ha avviato la rianimazione. Il giovane, in stato di evidente ipotermia, è stato preparato per il trasporto in ospedale con l'elicottero delle REGA. Le due pattuglie di polizia hanno fatto affidamento sulle risorse e sui mezzi già presenti per cui non hanno subito avvisato la polizia lacuale. In seguito - si legge in una nota stampa - lo svolgimento dell'attività ha richiesto la loro presenza non ritenuta opportuna all'inizio. Polizia lacuale che però non è mai arrivata sul posto poiché chiamata troppo tardi. Un'esperienza che - secondo il responsabile della lacuale - insegna qualcosa: "val la pena chiamare comunque sempre tutti i partner che compongono l'ente di primo intervento, lacuale compresa". Sull’incidente è ancora aperta l’inchiesta per determinare le cause della morte del giovane Moritz. [email protected]
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