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Ticino
Mortale, l'ex agente: 'Non so spiegarmelo'
Redazione
17 anni fa
Oggi a processo per il mortale di Pedrinate, l'ex agente accusato di omicidio colposo. Zali: 'Perché bevve e si mise alla guida?'

Sui fatti non ci sono dubbi. L'agente stava salendo in auto da Chiasso a Pedrinate. Aveva un tasso alcolemico compreso tra il 2 e il 2,3 per mille. Tagliò una curva e ad una velocità eccessiva finì in contromano, dove si scontrò frontalmente con l'auto di Enrico Codoni, che non ebbe scampo. La dinamica di quel tragico incidente del 3 agosto 2007 è chiara. Lo è meno, e su questo ha messo l'accento stamattina il giudice Claudio Zali, il rapporto con l'alcol che aveva ai tempi l'imputato, allora agente di polizia. Questo è un procedimento contro di lui e lui soltanto, non è un processo alla polizia, ha tenuto a chiarire Zali. Nulla a che vedere con l'inchiesta amministrativa in corso. In aula ha fatto trasparire una forte tensione. Si è presentato turbato, pentito. Tuttavia inconsapevole. "Non sa spiegarsi perché quel giorno bevve, non sa spiegarsi perché poi si mise alla guida - ha affermato il giudice - non sa spiegarsi perché andò veloce. Tutti atteggiamenti che dice di non adottare di solito, ma che proprio quel giorno si sono verificati in modo convergente". "Non so spiegarmelo", ha risposto l'uomo. "Ma io voglio capire", ha replicato il giudice ripercorrendo le ore precedenti all'incidente. Quel giorno l'agente, in congedo, si recò a Chiasso per fare acquisti. La prima parte della giornata la trascorse tra negozi e bar. La seconda al bar. Deve aver bevuto almeno 14 bianchi prima di rimettersi alla guida e causare l'incidente. Le spiegazioni fornite al perito non hanno lasciato una buona impressione, ha sottolineato Zali, aggiungendo che sembrano quelle di chi è spesso ubriaco oppure di chi non ha un grande rispetto delle regole. Nel pomeriggio in aula numerosi testi. Forse già in serata la richiesta di pena del procuratore pubblico Mario Branda, che accusa il 45enne di omicidio colposo e guida in stato d'inettitudine. Rispondendo alla parte civile, il giudice ha spiegato che non ci sono gli estremi per una diversa qualifica del reato. Discernere tra intenzionalità e grossa negligenza è un aspetto alquanto delicato, ha detto. Si sovrappongono due zone di grigio. Ma questo caso, per quanto grave possa essere, rientra nel campo della negligenza e non dell'intenzionalità. [email protected]

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