
Il 36enne italiano che lo scorso 10 novembre provocò l'incidente mortale sulla A2 a Sigirino non solo era ubriaco fradicio, ma viaggiava a una velocità ben superiore ai limiti consentiti. Lo ha stabilito la perizia disposta dalla Procura, consegnata negli scorsi giorni dall'ingegner Massimo Dalessi. Come riferisce la Rsi, l'esperto ha accertato che l'uomo viaggiava a una media di circa 150 km/h. Poi la frenata, che fece rallentare la vettura fino ai 116 stimati al momento dell'impatto.
L'incidente, nel quale perse la vita uno scooterista italiano, è avvenuto lungo la corsia di destra, che il 36enne ha cercato di sfruttare per effettuare sorpassi.
L'uomo, tutt'ora in carcere, è accusato di omicidio intenzionale. Rimarrà dietro le sbarre almeno fino al 29 marzo. Lo ha deciso quest'oggi la giudice dei provvedimenti coercitivi Claudia Solcà, che ha accolto la richiesta di proroga del procuratore capo Nicola Respini.
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