
Approderà presto in aula il 38enne automobilista italiano che il 10 novembre 2017 uccise uno scooterista di 36 anni che circolava sulla A2 all'altezza di Sigirino. Come riferisce la Rsi, il procuratore pubblico Nicola Respini ha notificato alle parti la chiusura dell'inchiesta, prospettando l'accusa di omicidio intenzionale. Un reato per cui mai nessuno in Ticino è stato condannato finora. Si tratterebbe dunque di una prima nel caso in cui i giudici confermassero la tesi accusatoria.
Il 38enne, ricordiamo, speronò ubriaco fradicio il 36enne scooterista, dopo una folle scorribanda iniziata un'ora prima ad Arbedo. Per il procuratore pubblico la gravità dei fatti è tale da giustificare l'ipotesi di omicidio intenzionale (e non colposo).
L'uomo aveva un tasso medio del 2,18 per mille e viaggiava a una velocità di circa 150 km/h poco prima dell'impatto. Lo scontro è avvenuto sulla corsia di destra, che il conducente aveva appena sfruttato per compiere dei sorpassi.
A favore dell’uomo, difeso da Yasar Ravi e Luisa Polli, la perizia psichiatrica ha ravvisato una scemata imputabilità da lieve a media. La patologia di cui soffre e l’effetto dell’alcol compromisero cioè, almeno in parte, la capacità di valutare il carattere illecito dei propri atti.
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