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Ticino
Mortale Avegno: l'accusa chiede 5 anni e mezzo
Redazione
18 anni fa
Una prima: per il procuratore pubblico Antonio Perugini si tratta di omicidio intenzionale

E’ la sera del 12 giugno del 2006. Sulla strada fra Gordevio e Avegno, in Vallemaggia, una Porsche da 420 cavalli sfreccia a 150-180 chilometri orari in direzione di Locarno. C’è una curva poi un rettilineo. L’auto sbanda perde aderenza con l’asfalto. Sbatte prima contro un ceppo di granito, poi contro una fermata del bus, prende il volo per finirela sua corsa, letteralmente accartocciata, contro il trattore posteggiato in una fattoria. Lo schianto e mostruoso. Al volante del bolide un 22enne di Gordevio, al suo fianco la sua ragazza di 17 anni di Como. Il ragazzo viene trasportato d’urgenza all’ospedale mentre per la giovane non c’è nulla da fare: i soccorritori al loro arrivo la trovano già morta. Quell’incidente oggi è approdato in aula. Ma contrariamente ad altri casi simili, le assise giudicanti sono quelle criminali. Il giovane alla guida della Porsche oggi ha 25 anni ed è accusato dal procuratore pubblico Antonio Perugini di omicidio intenzionale. Si tratta di una novità per la giustizia ticinese. Solitamente, infatti, gli incidenti stradali, anche quelli gravi, sono giudicati al massimo dalle assise correzionali. In altre parole, il giovane oggi alla sbarra, rischia una pena non inferiore ai 5 anni. Nel processo odierno il procuratore Perugini ha chiesto 5 anni e mezzo. La differenza è giuridica e per certi versi complessa. La corte, presieduta dalla giudice Agnese Balestra Bianchi, dovrà stabilire se nell’incidente di Avegno c’è stato dolo eventuale. Secondo l’accusa il giovane, con il suo comportamento alla guida, è cosciente che l’atto che sta per provocare può comportare la morte di chi gli sta a fianco, ma ciò nonostante agisce accettando l’eventualità della morte. Una requisitoria focosa quella di Perugini, incentrata su un’analisi quasi sociologica. Se è vero che negli ultimi anni gli incidenti mortali sulle nostre strade sono diminuiti, è anche vero che la percezione tra la popolazione e tra i politici è cambiata” ha detto Perugini in aula. “Ad invocare la tolleranza zero non sono io ma il consigliere federale Leuenberger. Tuttavia una proposta la faccio anche io ai politici” ha incalzato il procuratore pubblico. “Se non si può agire sulle pene, agiamo sul mezzo: invito il legislatore a pensare al sequestro preventivo dell’automobile a coloro che infrangono le norme della circolazione. Bisogna togliere il giocattolo ai bambini discoli” ha detto Perugini. Di parere opposto la difesa. Secondo l’avvocato Marco Broggini il 25enne deve essere giudicato per omicidio colposo, perché la sera dell’incidente ci fu negligenza e non dolo eventuale. La pena, secondo la difesa, deve essere equa in considerazione di altri casi simili giudicati in passato. La sentenza è attesa per domani. IT

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