
La procura cantonale ha disposto la perizia che ha stabilito la dinamica dell'incidente avvenuto a Sementina cinque mesi fa e che costò la vita a una motociclista allieva conducente di 17 anni. Stando a quanto riporta la RSI, l'ipotesi di reato è quella di omicidio colposo a carico del camionista, anche se l'inchiesta non è ancora chiusa.
L'incidente
La giovane allieva conducente, lo ricordiamo, si stava esercitando in vista dell'esame pratico. Su un'altra moto, di fronte a lei, circolava il padre mentre dietro procedeva un camion guidato da un 59enne residente nella provincia di Como. Una volta giunti all'intersezione con via Locarno si sono fermati per dare la precedenza. Il padre è poi ripartito in direzione di Monte Carasso, ma la figlia avanzò fino alla linea per poi fermarsi e venir investita da dietro dall'automezzo. La giovane è stata ritrovata pochi secondi dopo dal padre sotto la parte anteriore del camion. Il conducente del veicolo ha affermato di aver visto ripartire le due moto e di aver rivolto lo sguardo a sinistra, mentre accelerava, per osservare il traffico proveniente da Locarno. Dopo un paio di metri ha quindi avvertito un sobbalzo. Dagli esiti della perizia emerge che la ruota sinistra dell’automezzo ha schiacciato il cerchione della moto circa un metro oltre la linea di attesa.
Testimoni
Un testimone sostiene che il camion avrebbe tamponato la moto quando era ferma, ma sotto il profilo tecnico non è stato possibile confermare la versione. Secondo il perito non si può però escludere con certezza l’ipotesi che la motociclista sia incorsa in un piccolo problema di guida e che possa essersi fermata in una posizione di scarso equilibrio. In ogni caso, la visuale dal parabrezza dell’autocarro era tale da consentire al camionista di percepire la presenza della motociclista fino a circa un secondo prima della collisione. La velocità raggiunta in quel momento era di 12 km/h, quindi era appena ripartito.

