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Ticino
Morisoli lascia il PLR
Redazione
15 anni fa
Resta in Parlamento come Indipendente. Gianora a Radio3iii: "Lasci il Parlamento"

Non c'é pace nel PLR. Sergio Morisoli, il candidato di Idea Liberale al Consiglio di Stato, ha comunicato oggi al presidente Walter Gianora e al capogruppo Christian Vitta l'intenzione di accettare la carica a cui é stato eletto in Gran Consiglio, ma non nelle fila del Partito liberale radicale: “Mi considero indipendente”. Secca la replica del presidente Gianora, diramata in tarda serata dalla segreteria del Partito. Ecco, integralmente, il botta e risposta. LA LETTERA DI MORISOLI "Cari Walter e Christian, ho approfittato di queste settimane di calma post elettorale per fare il punto sulla mia situazione politica. Ho rivisitato: il prima, il durante e il dopo elezioni da diversi punti di vista. Questa mia analisi mi porta alla conclusione di accettare con gioia e soddisfazione la carica di deputato in Gran Consiglio per il quadriennio 2011-2015. Accetto la carica, che svolgerò con impegno e rigore, per rispetto e per onorare la fiducia che 15’359 cittadine e cittadini ticinesi mi hanno dato con il loro voto preferenziale per il Gran Consiglio (ottenendo il 4. miglior risultato assoluto) e per i 20'329 preferenziali ricevuti per il Consiglio di Stato. D’altra parte tutta una serie di fatti mi fanno prendere la triste, ponderata e maturata decisione di accettare la carica di deputato ma di non aggregarmi al gruppo del PLRT in Gran Consiglio per questa legislatura. Tengo a informarvi che dopo l’insediamento ufficiale (vedi punti da 1 a 4 dell’ ordine del giorno della seduta costitutiva del Gran Consiglio di lunedi 9 maggio 2011), svolgerò il mio mandato di deputato parlamentare come: indipendente. Come prevede l’ordine del giorno del Gran Consiglio al punto 5 : costituzione dei gruppi parlamentari; vogliate per favore prendere atto di questa mia decisione nel comporre il Gruppo PLRT e le relative assegnazioni commissionali. Ovviamente rinuncio ad essere inserito nelle commissioni in quota PLRT. Tralascio di entrare nel merito degli argomenti politici/partitici, non serve più, resto però brevemente su quelli di carattere personale. Un aspetto importante per questa decisione sono stati i numerosi articoli e le esternazioni offensive, degradanti e infamanti nei riguardi della mia persona e dei valori della mia sfera intima, avvenuti nel partito o provenienti da persone da sempre vicine al partito, prima, durante e ancora dopo le elezioni. Altrettanto grave è stata la clamorosa assenza della mia difesa di fronte a queste aggressioni incivili da parte degli organi e dei dirigenti del partito, nonché la scarsissima solidarietà dei colleghi di lista. Il disordine e la confusione generatisi poi all’interno del partito in questo primo scorcio post elettorale mi fanno concludere che i tempi del rilancio, se ci sarà, saranno lunghi e non privi di altre vuote diatribe interne. Da ultimo, ero sceso in campo per tentare il tutto per tutto affinché il partito potesse essere rappresentato in Governo e rilanciarsi grazie alla formula di successo composta da un liberale e da un radicale; questo mio sforzo purtroppo dalla grande maggioranza degli elettori PLRT non è stato condiviso, da diversi non è stato capito e da alcuni osteggiato con violenza in modo illiberale. I risultati lo indicano chiaramente. Spero che questa mia decisione, seppur sofferta, sia un primo piccolo passo per ridare prestigio alla Politica cantonale dopo il decadente spettacolo dato dal PLRT negli ultimi mesi; e sia un piccolo gesto di buona volontà e chiarezza per facilitare subito il buon lavoro del nuovo Parlamento. Questa scelta non ha nulla di personale nei confronti delle colleghe e dei colleghi eletti in Gran Consiglio sulla lista PLRT con i quali mi auguro di poter collaborare, da indipendente, anche con loro costruttivamente su temi puntuali.Trasmetto, confidenzialmente, questo scritto per informazione e per i ne

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