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Moria nel Vedeggio, 4 decreti d'accusa
Moria nel Vedeggio, 4 decreti d'accusa
Moria nel Vedeggio, 4 decreti d'accusa
Redazione
8 anni fa
Il procuratore pubblico Moreno Capella ha chiuso l’inchiesta sull'inquinamento del 19 gennaio 2017

Era il 19 gennaio 2017. Nel Vedeggio all’altezza di Mezzovico i guardiapesca raccoglievano 483 pesci morti, soprattutto trote fario, alcune di dimensioni impressionanti. La causa era poco più a monte, in un vicino cantiere. Per errore dell’acqua contenente cemento finì nel fiume, cancellando - nel giro di pochi minuti - ogni forma di vita su una porzione di circa mezzo chilometro di fiume (vedi articoli suggeriti).

Per stabilire eventuali negligenze di quello che ancora oggi è considerato come uno degli inquinamenti più gravi degli ultimi anni la Magistratura aprì un'inchiesta giunta oggi al capolinea. Stando a quanto anticipato da TeleTicino, dopo una perizia tecnica e diversi interrogatori il procuratore pubblico Moreno Capella ha chiuso l’inchiesta emettendo 4 decreti d’accusa nei confronti dei responsabili del suddetto cantiere.

Si tratta del responsabile della direzione lavori, di due muratori e del responsabile operativo del cantiere. Tutti sono stati riconosciuti colpevoli di infrazione alla legge federale sulla protezione delle acque. In particolare per non aver smaltito le acque contenenti il cemento che si erano create durante la costruzione del plinto in calcestruzzo. Acque che in un secondo tempo sono confluite nel Vedeggio attraverso gli interstizi della scogliera.

Nei loro confronti il procuratore pubblico ha proposto pene pecuniarie sospese, tra le 20 e le 30 aliquote, a cui si aggiungono multe fino a 1'000 franchi oltre al pagamento delle spese giudiziarie.

Ma la vertenza più accesa verosimilmente la si avrà in sede civile considerato che il Cantone - alla luce dell’entità dei danni - si è costituito accusatore privato. "I danni ammontano a circa 10 mila franchi - ha spiegato Tiziano Putelli dell'Ufficio caccia e pesca ai microfoni di TeleTicino - Il calcolo si basa su una direttiva federale dove si conta la mancata resa di pesca del patrimonio ittico morto e le spese di ripopolamento per riportare l'equilibrio precedente all'inquinamento, mentre per le specie che non vengono allevate in pescicoltura, quindi che non possono essere ripopolate, c'è una quantificazione del valore ecologico. A questi si sommano gli incomodi dovuti agli interventi d'urgenza per le verifiche, la raccolta e l'allontanamento dei pesci e altro".

Ora i responsabili dell’impresa di costruzioni che eseguì i lavori hanno 10 giorni di tempo per decidere se impugnare il decreto. Dopodiché il Cantone potrebbe chiedere l’indennizzo.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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