
Sono numerosi i consiglieri comunali PLR che non si ripresentano alle prossime elezioni a Lugano. Molti non si ricandidano per mancanza di tempo o raggiunti limiti di età. Ma c’è anche chi lascia per altri motivi, come il capogruppo Rupen Nacaroglu che oggi, sulle pagine del CdT, ha spiegato di abbandonare per mancanza di stimoli. Per capire quale sarà la strategia liberale abbiamo incontrato il presidente della sezione liberale radicale Paolo Morel.
Come intende affrontare il partito queste partenze?
“È una squadra da ricostruire ed è una grande opportunità. Ci sono persone che sono arrivate alla fine del loro percorso politico per raggiunti limiti di età. Nacaroglu lascia per una scelta personale. I presupposti che lo interessano sono diversi. Quello che ha ottenuto dalla politica gli è piaciuto e con il partito non ha nessun problema. Però oggi ha deciso di fare una scelta di vita diversa”.
Nacaroglu ha anche lasciato intendere che il PLR luganese non è un partito vincente e forse è anche questo uno dei motivi per cui lascia…
“Se lasciasse per questo motivo, sarebbe un po' un peccato perché da sportivo che è ci si aspetta che sia presente proprio nel momento in cui la squadra è in maggiore difficoltà. Intanto il PLR non ha perso. A Lugano non c'è stato un grande movimento negativo e a livello federale nemmeno. È vero però che attorno al partito ci sono dei rischi. Rischi che nascono da una frammentazione politica, che rosicchia un po’ a destra e a sinistra. Questo sarà sicuramente presente anche nelle prossime elezioni. La volontà mia e del partito è di cercare di passare dei messaggi più semplici rispetto al passato e cogliere questa situazione come un'opportunità. Sarà semplice? Assolutamente no. Dipenderà da noi liberali quanto veramente siamo legati al partito, quanto abbiamo voglia di trovare positività nel partito e non sempre di cercarne gli elementi di negatività”.
Mancheranno soprattutto dei senatori, ossia politici più navigati ed esperti. Come sostituire persone così importanti?
“Sarebbe bello trovarne delle altre che hanno lo stesso tipo di esperienza. Abbiamo provato, ma non ne abbiamo trovate. Bisognerà dunque affrontare questo discorso su un periodo più lungo. La logica è: se cambiamo una percentuale importante dei rappresentanti, quelli che ci sono hanno comunque uno o due legislature alle spalle. Di positivo c’è che quelli che restano hanno una squadra che funziona molto bene. Quello che vogliamo è che chiunque dovessimo riuscire a far eleggere, questa volta faccia squadra, che porti positività al partito. Quello di cui abbiamo bisogno è di persone che abbiano voglia di lavorare insieme, con un obiettivo comune e soprattutto di lavorare per il partito, per le idee che il partito rappresenta e non con personalismi, che sono stati e sono ancora oggi uno dei principali problemi del PLR”.
Il derby nelle comunali luganese è sempre stato Lega-PLR, però ora si affaccia un UDC sempre più forte. Anche Amalia Mirante ha già annunciato che verrà a Lugano. Cosa teme di più per le prossime elezioni?
“La cosa che temo maggiormente è l'assenteismo e lo scollamento generalizzato della politica. Mi auguro che questo non ci sia. Votare è un diritto, ma a mio parere dovrebbe essere un dovere. Per quanto riguarda i partiti, l'UDC è indubbio. Ha dimostrato la sua forza durante le federali, però le votazioni nei comuni sono un po' diverse. E dovrà trovare persone trainanti e forti a livello di partito nel comune luganese. Un problema che non dovrebbe riguardare Mirante. La sua forza l'abbiamo riscontrata nelle elezioni federali e l'abbiamo già vista nelle elezioni cantonali. Bisognerà capire se a livello di partito troverà la forza in termini di schede di raggiungere una percentuale sufficiente per poter ambire al Municipio. Spero che la sua capacità di politicamente esprimersi durante le precedenti campagne si trasformi in concretezza in quella comunale. Mi incuriosisce capire come si muoverà da quel punto di vista”.
Se la sente già di porre un'asticella di un obiettivo per le prossime comunali?
“Il nostro obiettivo primario è di confermare due municipali. L'altro è di riscostruire una squadra che abbia voglia di lavorare per la città, così come si è fatto nel passato e con la possibilità di confermarsi nel tempo”.

