Cerca e trova immobili
Ticino
Mordasini non accetta la condanna
Mordasini non accetta la condanna
Mordasini non accetta la condanna
Redazione
10 anni fa
Il direttore de "Il Diavolo" ricorre in Appello e ribadisce che Boris Bignasca dovrà versargli quasi 4'000 franchi

Non si è conclusa con il verdetto di condanna pronunciato lunedi dalla Pretura penale la vertenza che oppone il direttore del periodico satirico "Il Diavolo" Corrado Mordasini al figlio del compianto Giuliano Bignasca, il deputato leghista Boris Bignasca.

Come noto, Mordasini è stato riconosciuto colpevole di diffamazione per un post pubblicato su Facebook nel quale sosteneva che Giuliano Bignasca fosse stato condannato per "spaccio di chili di droga", nonostante non sia mai stato il caso. È invece stato assolto per quanto riguarda tutti gli altri post additati da Boris Bignasca e risarcito con un indennizzo di quasi 4'000 franchi.

Ma lui non intende comunque accettare la condanna e, come reso noto in un comunicato stampa citato oggi da La Regione, ha già depositato domanda preventiva di appello contro la sentenza.

Nel comunicato, Mordasini tiene a precisare che in relazione al decreto d'accusa "sono stato assolto pienamente", in quanto il giudice "mi ha prosciolto dal reato di diffamazione per i seguenti post: a) la condivisione del post con la foto di Giuliano Bignasca, b) "non tira coca da più di due anni, respect", c) "presidente cocainomane e puttaniere che non pagava i contributi agli operai", d) "scodelle di coca a casa", e) "ha prodotto una fabbrica di cocainomani"."

"Sono stato solo condannato per il supplemento d'accusa inserito a posteriori (per il termine "il Nano quando era in vita tirava come un aspirapolvere ed è stato condannato per spaccio. Si parla di chili e non di grammi") conclude Mordasini, ribadendo di aver diritto da parte di Boris Bignasca a un indennizzo di 3'976,45 franchi.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata