Cerca e trova immobili
Ticino
“Moratoria sui premi e cassa malati pubblica”
Foto CdT/Reguzzi
Foto CdT/Reguzzi
Marco Jäggli
6 anni fa
Questa la soluzione del Partito Comunista all’”inaccettabile e insostanibile” aumento dei premi della cassa malattia

Anche il Partito Comunista reagisce all’annunciato aumento del 2,1%, quattro volte superiore alla media nazionale, definito “ennesimo, inaccettabile e insostenibile per la popolazione”. “Infatti”, scrivono gli esponenti, “se da una parte le casse malati continuano a speculare sulla salute pubblica accumulando riserve, dall'altro il potere d'acquisto della popolazione si presenta da tempo fermo al palo. In questo contesto non si può tollerare come l'assicurazione malattia costituisca ancora una delle voci di spesa più ingenti del bilancio familiare, oltretutto in costante aumento”.

Motatoria sui premi e più regolamentazione
Nell'ottica di mettere un freno a questa tendenza, si legge nel comunicato, “occorre adottare quanto prima una serie di interventi volti a regolamentare con maggiore coraggio il settore sanitario e a sostenere maggiormente le classi meno abbienti. Tra di essi, rivendichiamo in particolare una moratoria immediata sull'aumento dei premi di cassa malati, una drastica riduzione delle riserve accumulate, un controllo dei costi dei farmaci e un incremento dei sussidi per la copertura dei premi”. “Provvedimenti”, per i comunisti “assolutamente urgenti e necessari, i quali, basti pensare ai tagli operati nell'ultimo ambito a livello cantonale, hanno sempre visto tuttavia un'avversione di fondo del fronte borghese”.

La priorità: una cassa malati pubblica
“Per affrontare il problema alla radice”, scrive infine il PC, “occorre tuttavia che il sistema sanitario venga finalmente sottratto dalle logiche privatistiche e di mercato che attualmente lo pervadono. Nel solco delle precedenti considerazioni, come Partito Comunista ribadiamo pertanto la nostra priorità: una cassa malati unica, pubblica con i premi calcolati in base al reddito e alla sostanza”!

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata