
Di sicuro si sa che Lele Mora, arrestato ieri a Milano per una bancarotta fraudolenta da 8 milioni e mezzo di euro, abitava in un appartamento di via Nassa. Al numero 32. Di sicuro a Lugano ha lasciato debiti per almeno 45mila euro.Abitava, dicevamo, perché da qualche tempo in via Nassa non ci abita più. Semmai vi ha abitato davvero. Probabilmente non pagava l’affitto alla società immobiliare che gli aveva procurato il locale. Una società piuttosto misteriosa, la cui sede risulta presso uno studio legale, sempre in via Nassa. Ma allo studio legale dicono di non saperne nulla.E sì, oggi a Lugano se pronunci il nome di Mora, dopo tutto quello che è successo, dal Rubygate all’arresto di ieri, pochi ammettono di averlo frequentato o conosciuto. E pensare che qualche anno fa in certe banche della city, quando arrivava il Lele, al secolo Dario Mora, ex parrucchiere diventato l’impresario delle dive, stendevano i tappeti rossi. Si narra anche che un primario istituto di credito avesse organizzato tramite il Lele una festa a Porto Cervo per fare acquisizione di clientela.Poi Mora è sbarcato a Vico Morcote dove ha abitato alcuni mesi. Girava con un’auto targata Ticino. Prima, era attorno al 2005, aveva tentato di introdursi al Casinò di Campione, organizzando serate con starlette. Ma alla fine era stato inibito dalla casa da gioco in quanto persona non gradita. Fallì anche il tentativo di gestire la discoteca del Casinò di Lugano.Poi, due anni fa, l’avventura al Grotto Caprino, in società con la Birke, di Luido Bernasconi, con la ristorazione affidata alla GSI di Davide Enderlin. Anche questa finita malissimo.emmebi
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