
Ai commissari di via Monte Boglia che siedono in Gestione non è sfuggito il credito da 8.5 milioni di franchi proposto dal Dipartimento dell’educazione, cultura e sport che intende rilanciare il centro culturale del Locarnese.
Un messaggio, quello approdato in Commissione, che prevede un credito per la ristrutturazione e il risanamento degli immobili, come pure un fondo perso per il risanamento dei conti e per l’aumento del capitale.
Ma per i commissari di via Monte Boglia, in un periodo di risparmi, dove si effettuano importanti tagli soprattutto nel sociale, bisognerebbe risparmiare anche in questo ambito. Proprio per questo carta e penna alla mano hanno deciso di scrivere al Consiglio di Stato per porre tutta una serie di domande.
Dapprima, quale sarà il futuro della struttura, visto che nel messaggio se ne parla marginalmente. I commissari, inoltre, chiedono al Governo se non è il caso di rivedere al ribasso il credito, dato che negli ultimi anni ne è già stato stanziato un altro cospicuo.
Non da ultimo gli esponenti di via Monte Boglia chiedono al Governo di rivedere la convenzione del 1989, tra Monte Verità e Governo, che impone al Cantone di intervenire nel risanamento delle finanze del centro culturale qualora ce ne sia bisogno.
I leghisti chiudono la loro lettera sottolineando che non c’è nessuna contrarietà da parte loro a tutelare il patrimonio culturale ticinese, che ovviamente va valorizzato, ma in modo migliore.
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Christian Fini
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