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Ticino
Monsignor Grampa contro i campanilismi nella Chiesa e nella società
Redazione
16 anni fa
È il tema principale della nuova lettera pastorale. E ai politici dice "basta con contrapposizioni sterili"

Il Ticino soffre di troppi regionalismi e campanilismi e la Chiesa non ne è immune. Per superare questo limite è quindi necessario riaffermare la centralità della diocesi. E’questo uno dei temi principali, anticipati sabato dal Giornale del Popolo, della nuova lettera pastorale del vescovo di Lugano monsignor Pier Giacomo Grampa. “Sul piano ecclesiale vuol dire fare riscoprire ai fedeli che la pienezza della Chiesa non è nella parrocchia ma nella diocesi inteso come corpo unito. È questo un messagio che può servire non solo all’interno della Chiesa ma anche in campo sociale e politico” ha spiegato il Vescovo da noi raggiunto telefonicamente.

 

 

La lettera pastorale, intitolata “Come il Padre ha mandato me... io mando voi" - che sarà presentata domani sera alle 20.15 nella chiesa Sant Antonio a Lugano - affronta anche temi meno teologici e più politici, nel senso più ampio del termine. E allora cosa si aspetta monsignor Grampa dai politici ticinesi impegnati campagna elettorale? “Che non facciano gli interessi dell’una o dell’altra parte – ci dice il Vescovo -  ma che si mettano a disposizione per il bene comune, rinunciando a piccole diatribe e contrapposizioni sterili che non aiutano il Cantone ad andare avanti”.

 

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