
Il coronavirus è arrivato in Italia, più precisamente in Lombardia e in Veneto. Ecco che la vicinanza alla penisola e il numero di frontalieri che ogni giorno pendolano dal Ticino all’Italia iniziano a preoccupare la classe politica, in particolare Tiziano Galeazzi dell’UDC.Proprio Galeazzi ha inoltrato un’interpellanza al Consiglio di Stato per chiedere quali misure abbia intenzione di attuare alle dogane, per fare in modo di “controllare il contagio”.
Il coronavirus, spiega Galeazzi, “potrebbe essere trasmesso anche da persone che, pur avendo già l’infezione, non mostrano di avere sintomi”. Per questo motivo, “è cruciale isolare i pazienti e mettere in quarantena tutti coloro che hanno avuto contatti con i malati”.
Le domande al Consiglio di StatoA) Ritiene opportuno iniziare a monitorare la situazione anche alle dogane ticinesi? Se si, vi sono i mezzi e personale per poter monitorare con apparecchi specialistici (temperatura corporea) gli utenti della strada che tutti i giorni entrano ed escono dai nostri confini? Se no, che altro tipo di controllo vien messo in campo per la prevenzione?
B) Se ci fosse bisogno in caso d’emergenza sanitaria (visto la gravità dell’epidemia) nelle nostre dogane come si reagirebbe?
C) Il Cantone ha contatti regolari con la comunità cinese in Ticino? Questo per capire se vi sono stati cittadini cinesi che durante le ferie del capodanno cinese sono partiti e rientrati a domicilio. Quali riscontri ci sono stati?
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