
Negli ultimi giorni, e soprattutto nelle ultime ore, sono emersi diversi dettagli sulle trattative che riguardano la Moncucco. Secondo quanto riportato dal Caffé questa mattina, i gruppi interessati all'acquisizione della Clinica Luganese sarebbero sei o sette, tra cui gli svizzeri Genolier, Hirslanden e Sonenhof, così come un'importante società italiana e due Fondazioni che farebbero capo a Renzo Respini, presidente del consiglio di amministrazione della Clinica Luganese. Secondo il Mattino della domenica, le trattative sarebbe già state concluse: il domenicale sostiene che l'accordo ci sia già stato e che la struttura sia ormai in mano al gruppo Genolier.
Nel pomeriggio, Renzo Respini, citato in giornata da diversi media, ha voluto chiarire la situazione con un comunicato stampa. "In relazione alle preoccupazioni da più parti espresse negli scorsi giorni sul futuro della Clinica luganese, - scrive Respini -, comunico che due Fondazioni di diritto svizzero, a me note, venerdì 24 ottobre scorso, hanno presentato alla Proprietà, la Congregazione della Suore Infermiere dell’Addolorata di Como, un'offerta congiunta di acquisto dei pacchetti azionari della Moncucco SA e della Clinica luganese SA".
"Le due Fondazioni hanno sede in Ticino, sono sottoposte alle competenti Autorità di vigilanza e i loro scopi sono stati riconosciuti di pubblica utilità", continua il presidente del CdA della Clinica Luganese.
"Con l’offerta finanziaria di acquisto, seria e basata su perizie di specialisti, le due Fondazioni hanno presentato un progetto di sviluppo della Clinica, con le relative garanzie. Il progetto elaborato dalle due Fondazioni, vuole mantenere l'identità della Clinica Luganese, facendone un punto di riferimento per la sanità a favore della popolazione del luganese e per attività di carattere sanitario a favore di Paesi in via di sviluppo".
Riguardo alla gestione del nosocomio, Respini assicura che "la Clinica continuerà ad essere gestita, come sinora, conformemente ai suoi valori e alla sua storia; sarà garantita la presenza delle Suore della Congregazione e il rispetto dei mandati pubblici". E, rassicurando ulteriormente i diretti coinvolti, aggiunge che "il mantenimento della vocazione non-profit della Clinica e la rinuncia a qualsiasi piano di riduzione del personale, che continuerà ad essere sottoposto al contratto collettivo di lavoro, fanno parte del progetto".
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