
Ieri il presidente del CdA della Clinica Luganese Renzo Respini ha comunicato l'offerta giunta da due Fondazioni locali per acquistare la struttura ospedaliera. Oggi, interpellata dal Corriere del Ticino, parla Mariella Enoc, la supermanager italiana che la Congregazione delle Suore Infermiere dell'Addolorata ha incaricato per risanare il gruppo. In particolare l'Ospedale Valduce di Como, che presenta un buco di 9 milioni di euro, per il quale la vendita di Moncucco permetterebbe la sopravvivenza.
Perché vendere la Clinica Luganese, che presenta un bilancio attivo, invece che il Valduce? "Il Valduce è un po' la "culla", il luogo di nascita delle Suore Infermiere dell'Addolorata" spiega Enoc. "Inoltre bisogna tener conto che la Congregazione a Moncucco ha pochissime religiose, che comunque potranno rimanere".
Una delle condizioni per la vendita è infatti che le suore non lascino Lugano. Enoc ha però spiegato che ce ne sono altre: "La clinica dovrà mantenere il suo Codice etico attuale, di ispirazione cristiana e cattolina. Anche perché l'ultima parola spetta a Roma. Tutti gli ordini religiosi che vendono qualcosa devono infatti avere l'avallo del Vaticano, per tutta una serie di cose comprese il prezzo. Il Vaticano non permette di "svendere". Chiaramente c'è molta attenzione alla crisi della sanità in Italia, sia pubblica che privata".
Se ci saranno le opportunità giuste la Congregazione propende per la dismissione totale: "Dipende però" aggiunge Enoc, "dalle opportunità che si presentano. In questo momento non è stata presa ancora nessuna decisione. Oggi è una giornata di valutazioni, sia con il Consiglio della Congregazione che con altri. Ci fermiamo un attimo e proviamo a mettere tutto sul tavolo. Vedremo quale sarà la soluzione migliore".
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