
I due capigruppo in Consiglio comunale a Lugano di PPD e PLR, Michel Tricarico e Karin Valenzano Rossi, prendono posizione in merito alle esternazioni di Michele Foletti successive alla delibera del Legislativo di ridurre il moltiplicatore comunale d'imposta dall'80 al 78%. Una decisione sostenuta da PPD e PLR, appunto, mentre la Lega si era astenuta. Foletti, ricordiamo, aveva parlato di "azzardo" e "passo indietro" (vedi articolo suggerito).
"I toni e le dichiarazioni di Michele Foletti sono del tutto inappropriati e mancano gravemente di rispetto al ruolo del legislativo e dei suoi membri" scrivono Tricarico e Valenzano Rossi. "Tacciare di irresponsabili coloro che hanno sostenuto una riduzione del moltiplicatore minima (2 punti, corrispondenti a circa CHF 6 mio) compensata peraltro integralmente dall’introduzione della tassa sul sacco, è fare disinformazione e inutile allarmismo, che può peraltro avere gravi ripercussioni reputazionali per la Città".
"Il principio è semplice" spiegano i due capigruppo: "Non far pagare al cittadino due volte il medesimo servizio. Non certo aprire una voragine nelle finanze cittadine come invece lascerebbero intendere le dichiarazioni di Foletti. Ancor più grave", aggiungono, "è poi invocare a posteriori, non gradendo la delibera democraticamente espressa dal legislativo, presunti cavilli formali giuridici mai evidenziati prima. È bene ricordare che eventuali possibili problematiche di forma avrebbero dovuto essere evidenziate dallo stesso esecutivo prima della delibera o al più tardi durante la discussione. Cosa mai avvenuta. Non certo dopo!"
"La commissione della gestione ha preso atto dell’emendamento nella seduta del 6 dicembre e ha preso posizione nel proprio rapporto indicando espressamente la posizione della maggioranza della commissione" ricordano Tricarico e Valenzano Rossi. "Questo modo di far politica strumentalizzando la comunicazione si avvicina pericolosamente alle modalità notoriamente proprie ad altre nazioni, che non devono fungere da modello. Il potere legislativo è sovrano in queste delibere, l’Esecutivo deve dare del suo meglio per metterle in esecuzione e non fomentare inutili contenziosi".
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