
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del Municipio di Astano, in replica alle polemiche per l'aumento del moltiplicatore al 130%.
In seguito alla decisone del Consiglio di Stato di fissare il moltiplicatore al 130 %, il Comune di Astano si è trovato, suo malgrado, sotto i riflettori. Una tale esposizione mediatica ha comportato l’esternazione pubblica di opinioni, valutazioni e pareri talora parziali, personali e non sempre corretti. Per tanto prendiamo posizione per chiarire la linea d’intento del Municipio di Astano. L’esecutivo a suo tempo, aveva proposto e sostenuto con veemenza, per ben tre volte, di accettare il tasso del 110%, non già perché persuaso della corretta attribuzione di questo coefficiente, quanto piuttosto per evitare conseguenze ben più onerose, come quelle che si sono effettivamente presentate. Tuttavia, la maggioranza dell’Assemblea comunale ha bocciato irrevocabilmente questo compromesso, nonostante fosse pienamente a conoscenza delle previste ripercussioni.
Il 130 %, dunque, è sicuramente un moltiplicatore scomodo, ma non è un ricatto o una punizione, ed è legittima la preoccupazione, avanzata da questo esecutivo e dalla popolazione, per eventuali sgradevoli contraccolpi a danno dell’immagine del nostro Comune. Su organi di stampa, social media e pure con lettera aperta al nostro indirizzo, un cittadino politicamente molto attivo, solo per quanto riguarda la discussione inerente il moltiplicatore, ha espresso e scritto idee e consigli su come e cosa dovrebbe fare il Municipio; ciò è sicuramente lodevole e dà slancio al dibattitopolitico. Per cui prendiamo posizione sulla proposta da lui caldeggiata circa le dimissioni dell’esecutivo comunale come panacea della situazione venutasi a creare: nel nostro caso riteniamo che il Municipio abbia fatto il possibile per scongiurare quanto accaduto, quindi è semmai chi ha combattuto quanto da noi proposto che dovrebbe “dimissionare” da propositi con pessimi esiti.
Precisiamo inoltre che, in caso di dimissioni di tutti i municipali si avvierebbe la procedura di sostituzione dei dimissionari secondo la LEDP (Legge sull'esercizio dei diritti politici). Andando a vuoto quest’ultima, sarebbe facoltà del CdS di avvalersi dell'art. 201 LOC e nominare un delegato preposto alla gerenza; esso avrebbe come unico compito la gestione corrente del Comune e non porterebbe nessuna influenza sulla tempistica per una eventuale fusione. In altre parole significherebbe lasciare orfano il Comune dall’amministrazione in senso largo; dal territorio alla scuola, passando da cultura e socialità, tutti gli ambiti di responsabilità sarebbero condotti senza la benché minima conoscenza di persone e dinamiche. Spesso capita di banalizzare il ruolo dell’amministrazione comunale, perché non si conosce a fondo quanto viene fatto e soprattutto l’impegno profuso a favore della cosa pubblica; con un commissariamento, l’amministratore si limiterebbe a occuparsi della gestione ordinaria, in maniera più sterile, procurando l’inevitabile “stagnazione” sociale, culturale e territoriale di Astano.
Riteniamo che non sussistano le basi per rassegnare le dimissioni e perché proprio per dare avvio ad un’aggregazione sarà fondamentale che il Municipio conduca le trattative nel modo più utile e razionale, curando ogni aspetto che riguarderà il futuro di tutta la popolazione astanese. In ogni caso con o senza Municipio, si seguiranno i passi formali previsti dalla LAggr., ossia la redazione di uno studio, la votazione consultiva, il messaggio del CdS e la decisione del Parlamento. Quando si parla di aggregazione coatta, si intende invece la decisione del Gran Consiglio di aggregare un comune che si è espresso negativamente in votazione consultiva (art. 9 LAggr.).Il nostro mandato scade nel mese di aprile del prossimo anno, si vedrà a quel momento chi sarà veramente interessato alla vita pubblica di Astano e dei suoi abitanti. Quanto alla mossa di ricorrere contro la decisione del Cds, qui, bisogna senza dubbio riflettere veramente attentamente, in quanto l’effettiva possibilità di vincere sussiste oggettivamente, solo che in questo caso lavittoria si tradurrebbe nell’aumento del moltiplicatore al 160 %. Cifra che secondo i parametri della LOC, consentirebbe di livellare il debito generato dal mancato introito del gettito fiscale di Astano. Pensare alla possibilità di ricorrere è lecito, ma ancor più importante dev’essere la valutazione sulle pesanti ripercussioni di cui tutti i cittadini verrebbero, loro malgrado colpiti e quindi alla responsabilitàindividuale di un simile gesto.Riferendoci direttamente al principio apparso in conclusione della lettera aperta “Essere svizzeri significa non accettare ricatti “, il Municipio non è disposto a farsi ricattare. Scaricare le colpe sull’esecutivo comunale è troppo comodo e facile; chi ha contribuito a generare questa situazione si assuma le proprie responsabilità, riflettendo sulle ripercussioni che questo modo d’agire haavuto e potrebbe avere per il nostro Comune. Il Municipio di Astano sta lavorando con ottimismo per costruire un’aggregazione e quindi ricercare una soluzione a corto-medio termine. Offrendo per contro, un villaggio ricco di storia, un paesaggio naturalistico magnifico con infrastrutture in buona parte già realizzate, che abbiamo la fortuna di possedere; confidiamo dunque nella buona riuscita del progetto, forti del supporto del Cantone e non da meno nello spirito di unità di tutte le cittadine e cittadini di Astano
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