
Oggi il Municipio ha annunciato la sua decisione di sciogliere la convenzione con Cantone e Associazione Alba sull’autogestione. Di conseguenze sono stati dati 20 giorni agli occupanti dell’ex Macello per lasciare l’edificio, pena lo sgombero. Teleticino ha raccolto le prime reazioni a quest’iniziativa su due fronti opposti, entrambi in Consiglio comunale di Lugano: Raoul Ghisletta (Ps) e Alain Buhler (Udc). Partiamo dalle loro reazioni iniziali:
Raoul Ghisletta: “Si rischia un’escalation, tentare la mediazione”
“Si rischia di innescare un’escalation, mi chiedo se quei quattro che hanno scelto in Municipio se ne rendono conto. Avremmo voluto aspettare una mediazione e la posizione del cantone che è uno dei firmatari della convenzione, invece questa è una fuga in avanti, non così sorprendente, ma una fuga in avanti che se portasse un’escalation sarebbe veramente un problema per tutti, anche per la città che rischia di essere oggetto di scontri nelle piazze. Bisognerebbe tornare nei binari della ragionevolezza ed sappiamo che esiste la possibilità di formulare un ricorso, chiedendo l’effetto sospensivo di questa decisione, che magari potrebbe aprire una finestra di qualche mese per una mediazione mentre si aspetta una decisione definitiva. Le parti stanno litigando, non possono dialogare direttamente, ci vuole un mediatore che cerchi di avviare un dialogo”.
Alain Bühler: “Sono soddisfatto, questa autogestione non ha più spazio in Città”
“Sono soddisfatto della decisione, è ora di smetterla di essere vittime della paura di questo gruppo di teppisti. Sono fatti gravi quelli accaduti, sia quelli ad ottobre che qualche giorno fa in stazione. Siamo dinnanzi a un collettivo che si reputa al di sopra di qualsiasi regola e spadroneggia in città. Era ora di agire ma è chiaro che questo non mette fine a ogni tipo di autogestione a Lugano, con incognite chiaramente notevoli. Non è detto che la città non trovi un’altra location a livello comunale, io spero di no, e per questo ci prepariamo a lanciare un’iniziativa popolare affinché questo tipo di autogestione non abbia più spazio in città. Il Macello torna alla cittadinanza, con nuova vita e nuovi contenuti, per quanto riguarda loro diventa una tematica prettamente cantonale. Se si arriverà a un voto sulla nostra iniziativa decideranno i cittadini di Lugano”.
Quali sono le colpe del Molino?
La convenzione tra comune, cantone e rappresentanti degli autogestiti era stata siglata nel 2002, con l’idea che sarebbe durata pochi mesi. A quasi 20 anni senza che si sia riusciti a intraprendere un dialogo, Teleticino ha domandato a Raoul Ghisletta se non crede che sul fronte del Molino si sia fatto poco per cercare il dialogo. Nella risposta è andato in scena un acceso confronto tra i due interlocutori.
Ghisletta: “Bühler vede solo certi tipi di illegalità, non quelli dei suoi amici”
Ghisletta ha risposto che “le colpe ci sono da entrambe le parti” dichiarando di ritenere “ridicolo” Bühler “che nelle sue affermazioni vede solo certi tipi di illegalità”, facendo riferimento a un suo ricorso contro “un danno di 117 milioni che i consiglieri comunali della destra hanno fatto prelevare alla città illegalmente”. Ghisletta ha aggiunto che “ci sono un sacco di decisioni prese da consiglieri comunali che se ne fregano dalle leggi, c’è la Lega che ruba il logo alla città e questa se ne frega. Questo Municipio di destra è penoso e copre queste illegalità perché sono gli amici a farle. Quindi pugno duro contro i molinari ma un occhio di riguardo per i consiglieri comunali”.
Bühler: “La sinistra incoraggia alle attività illecite, l’autogestione è fallita”
Bühler dal canto suo ha risposto che “la sinistra non vede nessuna negatività nell’atteggiamento degli autogestiti, che è una sorta di incoraggiamento a queste attività illecite. Dovrebbero farsi un esame di coscienza avendo giurato fedeltà alle leggi. Negli ultimi anni la polizia è intervenuta 102 volte nei confronti dell’ex Macello. L’autogestione è fallita e l’hanno fatta fallire, hanno avuto 20 anni per discutere con le autorità e non l’hanno fatto”.
Ghisletta: “Condanniamo le violenze, deciderà la magistratura, non noi”
Nel finale Ghisletta ha chiuso ribadendo di aver condannato gli atti di violenza ma “ora tocca alla magistratura, non a noi, decidere la loro colpevolezza. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso e indichi le persone, con nome e cognome, che compiono questi atti”.
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