
Quanto costa alla Città di Lugano la presenza su suolo comunale del Centro sociale autogestito Il Molino?
Lo chiede il PLR, tramite un'interrogazione al Municipio di Lugano presentata dal consigliere comunale Mario Antonini, dal capogruppo Roberto Badaracco e dalla presidente di sezione Giovanna Viscardi.
Alla luce della grave situazione finanziaria in cui versa la Città e delle misure atte a risolverne la situazione, "a tutti coloro che vivono e lavorano a Lugano" scrivono gli interroganti "è chiesto un sacrificio importante, in termini di imposte e di ridimensionamento dei servizi, in nome dello sforzo comune in favore del ripristino - entro termini ragionevoli - di un sano riequilibrio delle nostre finanze comunali. "È dunque più che mai opportuno chiedersi", scrivono gli interroganti, "se i sacrifici siano effettivamente assunti da tutti, ognuno in modo proporzionato alle proprie capacità. E’ giusto che vi sia per tutti una simmetria nei sacrifici richiesti, in modo tale che ognuno contribuisca allo sforzo comune."
Dopo la premessa, il PLR concentra la propria attenzione sulla struttura dell'ex Macello. "Se il movimento dell’autogestione va ritenuto come una forma di espressione artistica e musicale che deve trovare la giusta considerazione, l’occupazione della struttura da parte dei “molinari” non è più tollerabile nella situazione attuale, fatta di degrado della struttura, da un lato, e di una presenza dei suoi simpatizzanti senza alcuna legittimazione, dall’altra" sostiene il PLR. "Insomma, il rispetto deve essere reciproco e speriamo che un nuovo dialogo possa infine trovare una soluzione equa fra rispetto della Legge e manifestazioni culturali alternative."
"Da anni, un numero importante di persone è presente regolarmente in questo luogo di proprietà della Città e, dunque in ultima analisi, di tutti i Cittadini. Nel corso della settimana e dei fine settimana vengono effettuate diverse manifestazioni aperte al pubblico pagante" scrive il PLR. "La presenza di queste persone - oltre a porre molti problemi di sicurezza e della già citata violazione di molte norme - crea molti costi."
"Mantenere in funzione questa struttura, di proprietà comunale, impone il consumo di energia elettrica, l’utilizzo di acqua potabile, lo sgombero dei rifiuti, interventi di ristrutturazione degli edifici, interventi di messa in sicurezza, esecuzione di impianti, eccetera" si legge ancora nell'interrogazione, che presenta le seguenti domande al Municipio: "A quanto ammonta, annualmente, l’insieme dei costi legati alla presenza nell’area dell’ex Macello del centro sociale il Molino (“dei cosiddetti molinari”)? A quanto ammonta, in totale, dal 2004 ad oggi, l’insieme dei costi legati alla presenza nell’area dell’ex Macello del centro sociale il Molino (“dei cosiddetti Molinari”)? Il Municipio è in grado di determinare (o in caso negativo di stimare), per anno, i costi legati al consumo di energia elettrica, i costi legati allo smaltimento ed allo sgombero dei rifiuti, i costi legati ad interventi per la messa in sicurezza della struttura, i costi legati alla creazione, sistemazione di impianti (idrici, elettrici, di altra natura), i costi legati all’intervento, a vario titolo, di funzionari o operai del Comune e i costi legati alle diverse coperture assicurative."
E ancora: "In quale misura tali costi sono stati coperti (supportati o partecipati) dal centro sociale il Molino (o dai dei cosiddetti “Molinari”)? In quale misura tali costi sono stati coperti (supportati o partecipati) dalla Città di Lugano? Nel caso in cui tali costi siano stati assunti in totale od in parte dalla Città di Lugano: come intende procedere per il futuro il Municipio alla luce della grave situazione in cui versano le finanze della nostra Città? Quale partecipazione a tali costi è stata chiesta in passato al Cantone? Quale parte dei costi si intende chiedere in futuro al Cantone?"
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