
La notizia è giunta ieri mattina: la Confederazione ha pubblicato degli opuscoli sulle molestie sessuali sul posto di lavoro. Due guide, una per i datori di lavoro e l'altra per i dipendenti. «Gli opuscoli esistevano già, ma è stato necessario aggiornarli a seguito di uno studio», spiega la delegata per le pari opportunità Rachele Santoro, ospite a Ticinonews. «Il problema esiste in tutta la Svizzera. Dallo studio emerge che il Ticino non è più fortemente colpito da questo tipo di comportamenti, però noi sappiamo che - anche un po' per cultura - siamo molto, diciamo, fisici anche nel mostrare gentilezza sul posto di lavoro e qualche volta ciò può essere fonte di disagi e di violazioni dell'integrità personale».
Le problematiche
Altro tema da affrontare è il fatto che molte persone non denunciano, per paura di ritorsioni o per timore di non essere credute e di rovinarsi la carriera. «Questo è un grande problema delle molestie sul lavoro e del mobbing», prosegue Santoro. «Altro aspetto centrale è quello delle prove. Sappiamo che chi compie molestie sessuali solitamente lo fa in maniera subdola, nascosta, magari nei luoghi meno frequentati da eventuali testimoni, e senza lasciare tracce. Ciò rende la denuncia molto difficile, perché chiaramente vi è la questione dell'onere della prova; non si possono prendere misure se gli atti e i comportamenti non sono comprovati, e questo è un problema grandissimo». L'opuscolo «insiste molto proprio sull'importanza di segnalare sin dal primo atto e offre anche degli strumenti concreti alle potenziali vittime: prendete nota di quanto sta accadendo, chi era presente, cosa è stato detto, come si è reagito e con chi se ne è parlato. Questo proprio per aiutare, accompagnare e sostenere la vittima nel processo di segnalazione».
«La parità non è ancora raggiunta»
Da segnalare, sempre inerente il tema della parità di genere, il simposio cantonale sullo sport che si terrà oggi a Tenero, intitolato «Giocare alla pari: etica, rispetto e uguaglianza nello sport». «Qualcuno si sarà chiesto come mai è necessario parlare di parità di genere nello sport e noi abbiamo voluto organizzare questo simposio proprio perché, se guardiamo i dati, vediamo come le donne sono ancora meno del 10% in certe discipline quali hockey e calcio. Viceversa, gli uomini sono pochissimi nell'ambito del balletto o della ginnastica ritmica». Tali numeri «ci fanno capire che ad oggi l'accesso al mondo dello sport sembrerebbe equo, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto come la nostra cultura ci porti ancora a delle scelte che sono condizionate da stereotipi di genere e che quindi la parità, in realtà, non è ancora assolutamente raggiunta», conclude Santoro.

