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Ticino
Molestie: “Solo la punta dell’iceberg”
Foto Crinari
Foto Crinari
Redazione
5 anni fa
Così l’Mps commenta i risultati del questionario che aveva trasmesso ai dipendenti cantonali sul clima di lavoro

“Quella che emerge è, non vi sono dubbi, la punta dell’iceberg di un fenomeno importante e grave”. Così si esprime l’Mps in merito ai risultati del sondaggio che ha condotto presso i dipendenti dell’Amministrazione cantonale, docenti inclusi. Il Movimento fa sapere di avere sottoposto un questionario sul clima di lavoro all’interno degli uffici del Cantone e a cui hanno risposto in breve tempo 400 dipendenti. “Un numero significativo”, riporta il comunicato, “in particolare considerando che l’Amministrazione cantonale, dimostrando il solito atteggiamento di chiusura, ha bloccato quasi subito la ricezione del questionario in diverse sezioni dei vari Dipartimenti”.

I risultati concernono due Dipartimenti in particolare (non specificati, ndr) e necessitano di cautela interpretativa, anche se per l’Mps manifestano il bisogno di “avere una fotografia significativa della realtà, che meriterebbe di essere approfondita”.

Molestie sul luogo di lavoro del 30% degli intervistati
Il Movimento constata anzitutto che buona parte dei dipendenti considera in modo positivo il proprio lavoro, prima di porre l’accento su episodi di molestie di diverso genere, che si verificherebbero nelle sedi dell’amministrazione pubblica. In particolare, “Il 30% dei dipendenti sostiene che nel proprio luogo di lavoro si sono verificati atti di molestia (verbale o fisica). Una percentuale molto elevata che ci porta a credere che gli episodi venuti alla luce negli ultimi anni rappresentino solo la punta di un iceberg molto più grande”. A compiere questi atti sono nel 61% dei casi dei superiori. “Minacce, ricatti e intimidazioni sono tra le problematiche maggiormente riscontrate seguite poi da gesti volgari e frasi equivoche. In questa situazione ben il 27% delle persone che ha risposto dice di essere stata vittima direttamente di atti molesti durante l’esecuzione del proprio lavoro. In prevalenza si tratta di molestie psicologiche o verbali”.

Colpite soprattutto le donne
Il movimento di sinistra denuncia un “clima fatto di sopraffazione e svalorizzazione del lavoro svolto e della persona. Situazioni nelle quali il confronto e la discussione sembrano essere mal tollerate”, raccogliendo anche qualche testimonianza: “’dopo un episodio con il capo servizio c’è stato un peggioramento dei rapporti lavorativi, sminuendo pubblicamente il mio operato (...) con diverse uscite di pessimo gusto come ad esempio: per me le donne dell’amministrazione dovrebbero chiedere il permesso ai superiori per fare figli, non si dovrebbe permettere il tempo parziale alle madri, ecc...’”. A essere infatti vittime di questi soprusi sarebbero per l’Mps soprattutto le donne, che riscontrano difficoltà al ritorno al lavoro dopo il congedo maternità, come anche commenti a sfondo sessuale e sessista. Una dipendente ha raccontato di “Un collega che dice: ‘che belle le riunioni su Teams, così posso mettere muto vedo le belle colleghe ma non le sento parlare’”.

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