
Il Consiglio di Stato invita il Gran Consiglio a respingere la mozione con la quale il deputato MPS Matteo Pronzini chiedeva di istituire una Commissione d'inchiesta sulle molestie sessuali all'Ospedale Civico di Lugano, compiute da un caporeparto frontaliere che è stato in seguito licenziato dall'EOC e assunto dal Servizio cure a domicilio di Mendrisio.
Nel messaggio, il Governo sostiene che "nel caso particolare avvenuto all’Ospedale Civico, la direzione dell’Ospedale Regionale di Lugano e la direzione generale hanno agito con la dovuta trasparenza, adottando comportamenti del tutto adeguati e nel rispetto delle persone coinvolte" e che quindi non è "né necessario, né opportuno, istituire una commissione d’inchiesta".
Il Governo rileva che l’EOC ha proceduto già nel 2008 ad allestire una direttiva interna intitolata “Mobbing e molestie sessuali” che contiene le disposizioni concernenti la presa a carico dei fenomeni di disagio professionale sul posto di lavoro.
Il Governo ritiene inoltre che "la rievocazione pubblica di fatti avvenuti oltre un anno prima e nel frattempo archiviati anche dalle istanze giudiziarie e di vigilanza coinvolte arrischia di rivelarsi controproducente per la tutela del personale toccato da questi avvenimenti."
Nel messaggio il Consiglio di Stato stigmatizza pure alcune esternazioni di Pronzini, che aveva accusato l'EOC di "bagatellizzare questioni delicate e fondamentali come quella delle molestie sessuali". Si tratta di esternazioni "prive di fondamento e utilizzate a fini strumentali", secondo il Governo.
Infine, nel messaggio si legge che negli ultimi dieci anni ci sono stati sette casi di segnalazione di molestie sessuali in tutto l’EOC, di cui uno (quello di cui si parla) all’Ospedale Civico. Il fenomeno è quindi di proporzioni limitate e il Consiglio di Stato ritiene che l’EOC "disponga di direttive chiare in materia di molestie sessuali e degli strumenti necessari per assicurare la necessaria protezione ai suoi collaboratori, debitamente informati al riguardo".
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