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Modigliani falsi, chiusa l'inchiesta
Modigliani falsi, chiusa l'inchiesta
Modigliani falsi, chiusa l'inchiesta
Redazione
7 anni fa
Il numero di indagati sale a sei. Emerge anche un documento falsificato del Comune di Genova

La Procura di Genova ha concluso le indagini sui falsi di Modigliani che avevano causato la chiusura anticipata della mostra a Palazzo Ducale nel 2017. Come anticipato dal SecoloXIX, nel registro degli indagati sono stati scritti altri tre nuovi nomi, tra cui il collezionista e proprietario di una delle tele sospettate di essere contraffatte. Il numero di indagati sale dunque a sei ed emerge un documento falsificato del Comune di Genova, "apparentemente diretto alla Direzione generale Belle arti del ministero della Cultura e apparentemente a firma del direttore del settore Turismo" di Palazzo Tursi.

Con loro, ricordiamo risulta indagato anche Rudy Chiappini, il curatore della mostra e responsabile dei servizi culturali della Città di Locarno, accusato di falso di opere d’arte, truffa e ricettazione.  Secondo l’accusa della Procura di Genova Chiappini e altri due indagati avrebbero messo in circolazione le false opere, truffando così Palazzo Ducale.

A suo tempo, da noi contattato, Chiappini aveva dichiarato quanto segue:

“Nei lavori nell’organizzazione della mostra “Modigliani” a Palazzo Ducale, si è tenuto conto, come per tutte le esposizioni dedicate a questo artista, della difficile situazione attributiva in corso da anni per quanto attiene alle sue opere. In particolare, ed è bene precisarlo con fermezza, non è stata questa l’occasione per proporre nessuna nuova attribuzione ma sono state selezionate opere già ampiamente conosciute per la loro presenza nei cataloghi ragionati, per la loro storia espositiva e per la bibliografia che le accompagnava.

Ai collezionisti al momento della selezione è stata richiesta la documentazione relativa all’opera prescelta e in mancanza di riferimenti precisi o di certificazioni esaustive si è deciso di rinunciare. Tutte le opere esposte hanno dunque una storia nota agli addetti ai lavori sia per essere state pubblicate in uno o più cataloghi ragionati dell’artista, sia per figurare in varie pubblicazioni scientifiche, sia per avere perizie rilasciate negli anni da vari esperti, sia per essere state esposte in recenti importanti esposizioni internazionali.

Di molte opere vengono inoltre segnalati i molteplici passaggi di proprietà, in alcuni casi addirittura a partire dal momento in cui sono state realizzate. In altre parole a Genova sono esposti soltanto lavori che possono contare su una storia precisa e documentata. Dipinti e disegni noti, accettati finora senza alcuna riserva dalla comunità scientifica internazionale. La magistratura intende ora portare avanti delle verifiche su determinate opere per fare chiarezza, nell’interesse degli organizzatori, dei curatori e dei collezionisti. Da indiscrezioni apprendo che è stato emesso nei miei confronti come di altri due organizzatori un avviso di garanzia che ritengo un atto dovuto in attesa dei risultati delle suddette verifiche. Da parte mia non posso che garantire l’assoluta professionalità e correttezza del mio operato.”

Sul fatto si era espresso anche l’esperto d’arte Jean Olaniszyn, che aveva spiegato che siccome le opere di Modigliani fossero già state esposte anche in altre mostre e pubblicate nei relativi cataloghi, Chiappini non rischierebbe nulla dal punto di vista legale: “Ha esposto opere che già sono comparse in altre mostre. Ci si potrebbe chiedere perché non è stata fatta prima la denuncia. Di certo la questione solleva importanti interrogativi nel mondo dell’arte. È un campo minato. Va fatto un grande lavoro di chiarezza”.

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