Moderne tecnologie o raddoppio del tunnel?
Botta e risposta tra ATA e TCS, che si pungolano sulla spinosa questione del tunnel autostradale del S.Gottardo
Redazione

Sfruttare appieno le tecnologie intelligenti permetterebbe di migliorare costantemente la sicurezza nell'attuale galleria autostradale del San Gottardo rendendo superflua la costruzione di un secondo tunnel. A sostenerlo l'Associazione traffico e ambiente (ATA), che ha presentato oggi a Berna le sue soluzioni concrete. Le tecnologie intelligenti che consentono di praticamente escludere gli scontri sono già oggi installate su automobili e camion e in 5-15 anni lo saranno ancor più, hanno argomentato esponenti dell'ATA in una conferenza stampa, sorretti dall'opinione di "esperti nazionali e internazionali" che hanno presentato le possibilità di migliorare costantemente la sicurezza stradale.  "Le misure che rivendichiamo possono essere applicate rapidamente e costano una frazione soltanto dei tre miliardi di franchi che inghiottirebbe la costruzione di un secondo tunnel nell'ambito del risanamento della galleria attuale del San Gottardo", sostiene Evi Allemann, presidente dell'ATA e consigliera nazionale socialista. Concretamente, l'ATA propone l'istallazione di un portale termico all'ingresso Nord della galleria, il quale consentirebbe di individuare e bloccare ogni veicolo surriscaldato. La posa di una barriera di sicurezza retrattile permetterebbe poi di evitare gli scontri, come anche una riduzione del limite di velocità da 80 a 60 chilometri orari. Inoltre, vetture e autocarri dovrebbero essere equipaggiati di nuovi "sistemi di sicurezza attiva".

Una proposta che da parte sua il Touring Club Svizzero giudica "sbagliata e irresponsabile, poiché la galleria autostradale del San Gottardo presenta delle debolezze sistemiche troppo importanti".

"Effetti nefasti" del secondo tunnel per il Sottoceneri"La sicurezza nel tubo aumenta. È la situazione fuori che ci preoccupa", afferma dal canto suo Ivo Durisch, collaboratore dell'ATA e deputato PS al Gran Consiglio ticinese, secondo cui una seconda canna al San Gottardo, aumentando la fluidità del transito, "causerebbe un collasso della rete viaria e strade meno sicure" nel Sottoceneri, già oggi paralizzato dal traffico su gomma e dalle sue ripercussioni negative sulla popolazione.

"Un secondo tubo - rileva Durisch - renderebbe più fluido il traffico al Gottardo, con la conseguenza che l'unico collo di bottiglia in Ticino, per il traffico su gomma, resterebbe la zona di confine".

"Se è vero che il traffico del Sottoceneri è per lo più causato da pendolarismo - sostiene il deputato - ogni quantitativo in più nei momenti di punta sarebbe catastrofico, anche in termini di incidenti, e vanificherebbe l'importante lavoro che si sta facendo" nel cantone per ridurre il numero di veicoli in circolazione.

L'ATA ribadisce infine la sua annosa rivendicazione di un trasferimento sistematico del trasporto merci dalla strada alla ferrovia. L'apertura, l'anno prossimo, della galleria di base Alptransit creerà poi nuove capacità per il traffico merci e consentirà di collegare il Ticino all'Altipiano svizzero "in modo affidabile, rapido e sicuro".