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Ticino
Modenini "difende" Gobbi
Redazione
11 anni fa
Il direttore di AITI sulla richiesta del casellario giudiziale: "È una semplice presa di informazioni"

Infuria la polemica sulla decisione del Canton Ticino di esigere l'estratto del casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti dagli stranieri che intendono chiedere o rinnovare un permesso B (dimoranti) o G (frontalieri).

Il ministro degli esteri italiano, Paolo Gentiloni, aveva assicurato in maggio al suo omologo elvetico Didier Burkhalter che l'Italia non avrebbe preso contromisure.

Ma nella vicina Penisola non tutti sono d'accordo con lui. Ultima in ordine di tempo a scagliarsi contro la misura decisa dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi è stata l'eurodeputata varesina Lara Comi, che oggi ha annunciato di voler portare la questione tra le alte sfere di Bruxelles.

Un ennesimo annuncio, l'annuncio del "troppo stroppia", forse. Perché per la prima volta anche gli industriali ticinesi sono usciti allo scoperto, schierandosi apparentemente dalla parte di Gobbi.

Almeno stando al tweet pubblicato pochi minuti fa dal direttore dell'Associazione industrie ticinesi (AITI), Stefano Modenini.

"Richiedere la fedina penale al lavoratore estero è una semplice presa d'informazioni, non significa ancora che si voglia negare un permesso" ha scritto Modenini.

Come dire, calma e sangue freddo. In questa vicenda la discriminazione la vede solo chi la vuole assolutamente vedere.

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