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Modenini: "Con il salario minimo 1'500 impieghi a rischio"
Modenini: "Con il salario minimo 1'500 impieghi a rischio"
Modenini: "Con il salario minimo 1'500 impieghi a rischio"
Redazione
9 anni fa
Per il direttore di AITI "alcune aziende potrebbero chiudere. A farne le spese giovani e donne"

Il salario minimo proposto dal Governo non piace ai Verdi, il movimento che ha lanciato l'iniziativa "Salviamo il lavoro in Ticino" e che nei giorni scorsi si è pubblicamente espresso contro il messaggio governativo. Ma, seppur con motivazioni estremamente diverse, quella del Consiglio di Stato è una soluzione criticata anche dal settore economico ticinese. Come ha avuto modo di spiegare ieri il direttore di AITI Stefano Modenini durante l'assemblea dei Verdi di sabato.

Secondo Modenini, a rischio ci sarebbero 1'500 impieghi, soprattutto giovani e donne, in quanto "laddove si produce un salario minimo troppo elevati i primi a pagarne le conseguenze sono i lavoratori meno qualificati".

"L'impressione è che si voglia attribuire al salario delle responsabilità che non ha. La funzione dello stipendio è quella di remunerare una prestazione professionale, non far fronte ai costi della vita". Per il direttore di AITI c'è il rischio concreto che alcune aziende possano chiudere, non essendo in grado di poter sopportare l'aumento della massa dei salari dovuto all'eventuale adeguamento dei salari. Tuttavia, come riporta il CdT, AITI non presenterà ricorso: "Lo faranno invece sicuramente quelle imprese che con queste nuove soglie rischiano di chiudere".

Si prospetta quindi un ostacolo in più per il Consiglio di Stato, oltre a quello rappresentato dal referendum che i Verdi si sono detti pronti a lanciare a breve.

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