
Per il Dipartimento dell’educazione potrebbe rappresentare la soluzione a lungo cercata. Le Scuole Medie di Lugano 1 fra qualche anno potrebbero trasferirsi nello stabile Mizar di Molino Nuovo, di proprietà di Swiss Life, al centro della cronaca in relazione all'ambizioso progetto di polo scientifico.
A confermare l’interesse del Cantone a Teleticino è stato lo stesso Consigliere di Stato Manuele Bertoli. Un’operazione, ha spiegato il direttore del DECS, legata ai lavori di ristrutturazione di Palazzo degli Studi. Lavori che dovrebbero partire nei prossimi anni, forse già nel 2021, non prima però di aver trovato una sistemazione adeguata per gli oltre 1000 studenti della scuola. Quelli del liceo verrebbero trasferiti - per la durata dei lavori - a Trevano. Quelli delle medie nello stabile Mizar.
Ma le novità per il chiacchierato stabile di Molino Nuovo – il cui valore supera i 45 milioni - non finiscono qui. I ben informati parlano di un’imminente domanda di costruzione che verrà inoltrata nelle prossime settimane con la presentazione dell’atteso nuovo progetto. Il polo di ricerca scientifica presto potrebbe decollare con alcune importanti novità.
La prima riguarda l’entrata in scena di un nuovo attore. Una fondazione che avrà lo scopo di coordinare l’intera operazione, facendo da tramite tra il proprietario Swiss Life e i nuovi inquilini che occuperanno i restanti tre piani.
Venuto meno il ruolo del Cardiocentro, alla Fondazione Lugano MedTech è subentrata la Fondazione per le Facoltà di Lugano dell’Università della Svizzera italiana, controllata dalla città e presieduta da Alfredo Gysi.
La firma dell’accordo per l’affitto dell’intero stabile al momento non c’è ancora ma le trattative con Swiss Life sono a buon punto e presto dovrebbero concretizzarsi in una dichiarazione d’intenti.
Intanto le verifiche portate avanti dalla Città in questi mesi hanno dato esito positivo. Sia per quanto riguarda la simulazione degli affitti. Sia per quanto riguarda l’occupazione degli spazi.
I lavori di ristrutturazione per adeguare la struttura alle normative vigenti saranno a carico del proprietario. Quelli necessari per insediarvi i vari laboratori scientifici saranno a carico degli inquilini.
Tutto insomma sembra orientato a buon fine. Rimane però da sciogliere ancora una domanda. Il credito da 10 milioni per l’acquisto della struttura votato dal consiglio comunale di Lugano nel 2016 è ancora attuale? Il messaggio verrà rivisto, emendato o addirittura ritirato?
Intanto per garantire l’intera operazione dal profilo economico sono giunte le rassicurazioni della Città. Con una lettera inviata alla Fondazione per le Facoltà di Lugano dell’Università della Svizzera italiana la Città si è detta disposta a coprire i rischi legati all'affitto, nel caso in cui alcuni inquilini si trovassero in difficoltà.
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