
Nuova interpellanza di Matteo Pronzini (MPS) all'attenzione del Governo. Al centro dell'atto parlamentare lo stabile Mizar, dopo che il Cardiocentro si è tirato indietro per l'acquisizione dello stabile. "Con la notizia, pubblicata dal Caffè nella sua edizione del 25 novembre 2018, della lettera inviata dal Municipio di Lugano a Swiss Life con cui la si informa che il Cardiocentro è fuori dall’operazione d’acquisto del centro Mizar si può tranquillamente mettere la parola fine ad uno dei tanti fallimenti del Consiglio di Stato in questa legislatura" sottolinea il deputato MPS, che ripercorre l'iter che ha portato alla fideiussione di 5 milioni di franchi per l'acquisto dello stabile:
"Poco meno di due anni fa, il 14 dicembre 2016, il Gran Consiglio votava con procedura scritta (ossia senza possibilità di discussione) un rapporto - sottoscritto evidentemente in modo unanime da tutti i commissari - per una fideiussione di 5'000'000 di franchi per l’acquisto (tramite una società costituita da Città di Lugano e Cardiocentro) dello stabile Mizar" ricorda il deputato. "Questa fideiussione di 5'000'000 di franchi per un periodo di 20 anni avrebbe permesso l’estensione del credito bancario da 28'000'000 a 33'000'000 di franchi da parte di Bancastato".
Allora Pronzini aveva sollevato più di un dubbio riguardo all'operazione, in particolare sul futuro del Cardiocentro ("il rapporto commissionale tenta furbescamente di tranquillizzare sul futuro reintegro in seno all’Ente ospedaliero cantonale al momento della scadenza della convenzione"), sul futuro della facoltà di scienze biometriche dell'USI ("il progetto Mizar avrà delle ripercussioni anche sulla dislocazione della futura facoltà"), sul progetto stesso ("da un punto di vista contabile, un vero e proprio azzardo"), sul denaro pubblico utilizzato per finanziare una struttura che potrebbe diventare privata e sulla natura dei partecipanti ("a partire da quell’oggetto misterioso che si chiama SIRM, sul quale non ci viene detto nulla").
Pronzini non aveva quindi votato il rapporto commissionale, prevedendo di "vederne delle belle". Non così il deputato PLR Matteo Quadranti, che secondo Pronzini ha usato "toni trionfalistici": "Spiace per lo sfortunato relatore Quadranti ma questa stella è tramontata ancora prima di nascere mettendo nel ridicolo Consiglio di Stato, Gran Consiglio, e Città di Lugano" commenta il deputato MPS.
Dal canto suo il capogruppo PS Ivo Durisch, che aveva firmato il rapporto, si era sentito in obbligo di intervenire affermando che: “anche il nostro gruppo ha voluto approfondire la questione del futuro del Cardiocentro in relazione alla fideiussione in oggetto. Al momento non è possibile ottenere altre garanzie oltre quelle già ottenute".
"Nel frattempo" sottolinea Pronzini, "quanto preannunciato da Giorgio Giudici, ossia l’opposizione dei settori economici e politici che gestiscono il Cardiocentro, è stato messo in atto e l’ipotesi di un rientro del Cardiocentro nell’EOC traballa. Ciò anche in considerazione del fatto che uno dei principali autoproclamato autodifensore del Cardiocentro pubblico è lo stesso Matteo Quadranti che era riuscito a farsi imbrogliare con il progetto Mizar".
"Il Cardiocentro non solo ha annunciato che non procederà al versamento dei 5 milioni dovuti" rincara Pronzini, "ma ha addirittura comunicato che non può più impegnarsi ad affittare i metri quadri promessi ed indicati anche nel rapporto di Quadranti (2800 metri quadri su 5000). Di conseguenza come “candidamente” affermato alla Regione del 27 novembre 2018, da un altro stratega di quest’operazione, il municipale leghista Michele Foletti: “il business plan andrà rivisto “ Un business plan che già nel rapporto commissionale faceva acqua: “Infatti Mizar SA non sembra avere l’economicità che un investitore richiederebbe normalmente… Mizar SA dispone quale uniche entrate degli affitti della Fondazione Lugano MedTech (presidente Michele Foletti) la quale a sua volta non ha un capitale rilevante ed il suo conto economico previsionale potrebbe risultare ottimistico nel caso di mancati introiti da pigione.”
"Come volevasi dimostrare" conclude Pronzini, "gli introiti legati agli affitti del Cardiocentro sono venuti a mancare ancora prima che lo stabile fosse acquistato…".
Il deputato MPS pone quindi le seguenti domande al Governo: 1. Alla luce di queste considerazione e sulla base di quanto successo dal momento dell’approvazione del messaggio da parte del Consiglio di Stato, del rapporto della commissione della gestione, delle considerazioni dell’MPS espresse durante il non dibattito in Gran Consiglio, non ritiene d’aver agito con superficialità proponendo una fideiussione per un progetto costruito su sabbie mobili?2. Può spiegare quali furono le “rassicurazioni” date al capogruppo PS Ivo Durisch durante i lavori commissionali?3. Quando il Consiglio di Stato presenterà un messaggio al Gran Consiglio con la richiesta di annullare la fideiussione di 5 milioni considerato che sono venute meno le premesse formali (uscita di scena di una dei due attori ossia il Cardiocentro) e di sostenibilità economica del progetto (mancati introiti a seguito della rinuncia del Cardiocentro ad affittare i metri quadri stabiliti)?
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