Cerca e trova immobili
Ticino
Mizar, mancano ancora i 5 milioni del Cardiocentro
Mizar, mancano ancora i 5 milioni del Cardiocentro
Mizar, mancano ancora i 5 milioni del Cardiocentro
Redazione
8 anni fa
L'ospedale del cuore tentenna. Moccetti: "Le trattative con l'EOC hanno fatto arenare il progetto"

Il Caffé torna a parlare dello stabile Mizar, facendo emergere nuove ombre sul polo di ricerca che dovrebbe sorgere a Molino Nuovo. 

Si attende la licenza edilizia ma soprattutto si attende che il Cardiocentro versi la sua quota di 5 milioni di franchi per la costituzione della società immobiliare Mizar Sa. Un'attesa sospetta se si pensa che la città di Lugano, l'altro azionista, ha già depositato la sua quota di 10 milioni su un conto nel 2016. 

"Le diatribe con l'ente pubblico" conferma il dottor Tiziano Moccetti al domenicale, "hanno fatto arenare il progetto". Dal canto suo Giorgio Giudici, presidente della Fondazione Cardiocentro, assicura che il versamento sarà fatto "non appena ci sarà la licenza edilizia" e che l'attesa "non dipende in alcun modo dalle trattative con l'EOC". 

Eppure secondo il Caffé sarebbero proprio le trattative con l'Ente ospedaliero cantonale la causa del tergiversare. In altre parole il Cardiocentro vuole prima conoscere il proprio futuro prima di decidere se confermare o meno la sua partecipazione. 

"Capisco l'attuale incertezza del Cardiocentro" dichiara il sindaco di Lugano Marco Borradori, "ma auspico che anche loro possano continuare a crederci. È un progetto studiato insieme e che quindi dovremmo portare avanti insieme. Se il Cardiocentro dovesse tirarsi indietro, bisognerebbe rivedere parecchi aspetti del progetto". 

Stando al municipale Michele Foletti, presidente della Lugano Medtech, la fondazione che avrà il compito di gestire il polo di ricerca, la licenza edilizia è dietro l'angolo: "Le vertenze con gli opponenti sono state risolte, manca ora solo la firma del Consiglio di fondazione del Cardiocentro". 

Maggiori dettagli sull'edizione odierna del Caffé 

Mentre alcuni politici hanno commentato al Caffè il mancato appalto per i lavori di ristrutturazione e i vari conflitti di interesse: "Classico inciucio in stile luganese".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata