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Mizar: "Anche l'EOC deve fare la sua parte"
Mizar: "Anche l'EOC deve fare la sua parte"
Mizar: "Anche l'EOC deve fare la sua parte"
Redazione
8 anni fa
Giovanni Jelmini, membro della Fondazione Cardiocentro: "Nessun problema ad onorare l'impegno assunto"

Timeout per il caso Mizar. Il Municipio di Lugano ha deciso di concedere ancora una settimana alla fondazione Cardiocentro per rispettare gli accordi presi e trovare una soluzione congiunta. L’incontro risolutivo è stato fissato per giovedì prossimo.

Un appuntamento fondamentale, che servirà a definire una volta per tutte tempistiche e soprattutto ripartizione dei finanziamenti per dare vita al Lugano MedtecCenter. A mancare all’appello sono ancora i famosi 5 milioni del Cardiocentro. Soldi che la fondazione è pronta a investire, ma solo ad alcune condizioni.

"Da parte nostra", esordisce Giovanni Jelmini, membro della Fondazione Cardiocentro, "non c'è nessun problema a mettere i 5 milioni e quindi a onorare l'impegno che abbiamo preso. Il problema tecnico sono gli ulteriori 5 milioni, quelli che dovranno essere restituiti alla città di Lugano dopo il 2020. Quando la Fondazione Cardiocentro Ticino non esisterà più."

Il nodo sta proprio qui: nei 5 milioni che, come sancito nel relativo messaggio municipale, il cosiddetto 'successore in diritto' della Fondazione Cardiocentro dovrà ridare indietro alla Città di Lugano dopo il 2021, quando l’attuale Fondazione sarà sciolta.

A questo punto la  vera domanda è dunque: chi sarà questo successore in diritto, chi dovrà mettere quei soldi? Secondo la Fondazione a ricoprire quel ruolo deve essere l’EOC. "È infatti sotto il suo cappello", spiega Jelmini – che in ogni caso confluirà il futuro del Cardiocentro: o come parte integrante dell’ente o come nuova fondazione autonoma se dovesse passare l’iniziativa.

Di qui la richiesta d’incontrare la Città giovedì prossimo. Sul tavolo questa proposta: la Fondazione metterà i primi 5 milioni solo se l’EOC metterà gli altri 5. Ancora Jelmini: "Quando questo progetto è stato portato avanti abbiamo ricevuto anche delle rassicurazioni da parte dell'EOC per il tramite del suo presidente del CdA che in presenza di un membro dell'esecutivo comunale aveva dichiarato che al momento dello scioglimento della Fondazione l'EOC avrebbe ripreso tutto il patrimonio della Fondazione compreso l'impegno nel progetto Mizar."

Chiederete che l'EOC tenga fede a quanto detto?"Se questi impegni fossero confermati tutto diventerebbe più semplice e si potrebbe partire subito".

E se l’Ente non dovesse scendere a patti? Le alternative ci sono, conclude Jelmini. Al suo posto si potrebbe immaginare l’entrata in scena di qualche nuovo investitore, magari una fondazione o una realtà attiva nel campo della ricerca.

Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino in onda dalle 18.45

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