
“L’ente pubblico ha aggirato la legge sulle commesse pubbliche evitando di indire un concorso per la ristrutturazione del Mizar (lo stabile di Lugano che ospiterà il polo di ricerca medica promosso e finanziato dalla Città, dal Cantone e dalla Fondazione Cardiocentro oltre che dallo Stato)”. A sostenerlo, nella sua edizione odierna, è il domenicale Il Caffè che spiega come, “da indiscrezioni molto attendibili”, si sarebbe voluto invece “favorire i soliti noti”. Tra i quali ci sarebbe, come confermto al Caffè da “fonti autorevoli”, l’ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici.
Ma andiamo con ordine. Città, Cantone e Comune, in sostanza, avrebbero dovuto acquistare lo stabile e indire un concorso pubblico per i lavori di progettazione e ristrutturazione necessari a realizzare il polo medico. “Invece hanno scelto la soluzione più veloce”, ovvero lasciar fare i lavori al proprietario dello stabile Mizar, la SwissLife, per acquistare poi il prodotto finito al prezzo di 48 milioni di franchi, ovvero 40 milioni per lo stabile e 8 per i lavori. E siccome Swisslife è una società privata, sottolinea il domenicale, non è tenuta ad indire un pubblico concorso.
I lavori sono stati direttamente assegnati alla Garzoni SA, mentre la progettazione e le consulenze architettoniche sarebbero andate all'architetto Giorgio Giudici. La scelta è ovviamente del tutto legale ma, sottolinea il domenicale “inopportuna dal profilo etico” e “indigesta” per gli ordini di architetti e ingegneri che non hanno avuto la possibilità di presentare un loro progetto.
Tutti i dettagli nell’edizione odierna del Caffè
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

