
Stamattina a Bellinzona è iniziata la requisitoria al processo per il terribile delitto di Daro. La procuratrice pubblica Marisa Alfier ha definito Mitra Djordjevic una “donna diabolica”. Ha raggiunto la convinzione che è stata lei ad architettare tutto perché non sopportava il marito ma sapeva bene che la separazione le avrebbe impedito di restare in Svizzera. Attraverso la morte del coniuge, inoltre, avrebbe ottenuto la vedovanza. L’accusa ha anche fatto notare che la donna aveva ripulito il conto: al momento dell’arresto nella sua borsetta furono rinvenuti ben 25mila franchi in contanti. La crona del processo- la prima giornata: Zali: "Non lo guardi e non gli parli" - la seconda giornata: Mitra: "Arno era un uomo buono" - la terza giornata: Mitra: "Mio figlio mi odia"
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